Nuovo camminamento al bastione San Tomaso: Treviso punta alla candidatura Unesco

Restyling a un tratto di cinta: l’intervento era nato dopo un problema di cedimento delle sponde.

L’assessore Zampese: «Presto vedrete percorsi simili anche in altre zone»

Mattia Toffoletto
Il nuovo camminamento alla base del bastione San Tomaso
Il nuovo camminamento alla base del bastione San Tomaso

Nuovi camminamenti ai piedi dei torrioni, l’obiettivo finale è la candidatura Unesco. Erano previsti da progetto e sono stati realizzati, da qualche giorno, sotto il bastione San Tomaso (sotto le medie Stefanini ricostruite e riaperte in aprile), offrendo un colpo d’occhio nuovo e di pregio. Presto toccherà pure al bastione San Marco, zona curva Bricito.

Le mura cinquecentesche di Treviso stanno cambiando volto, il senso finale è dare vita a un museo a cielo aperto e trasformarlo patrimonio Unesco.

Il restauro

Un ragionamento che si collega ai lavori Pnrr appena conclusi (i camminamenti sotto il bastione San Tomaso non ne fanno parte): hanno permesso la riqualificazione di parte della cinta muraria (tratto Nord e parte della zona Est), con l’aggiunta di passerelle e ponti per consentire al visitatore di apprezzare un simbolo di Treviso da una nuova prospettiva.

A proposito: ponti e passerelle sono stati collaudati, tutto aprirà al pubblico al momento dell’inaugurazione ancora da fissare. Un’operazione da circa 7 milioni di euro, un cantiere-icona del Pnrr in città.

Un restyling che a Treviso non si vedeva, in modalità così incisive, dagli anni Novanta, dal primo mandato Gentilini. E, già da settimane, si possono ammirare le mura in tutta la loro bellezza.

I lavori sulle mura
I lavori sulle mura

Ma, in Comune, hanno ritenuto che l’imponente restauro Pnrr non fosse sufficiente e si potesse aggiungere qualcos’altro per confezionare la candidatura Unesco. Ed ecco i camminamenti in ghiaino sotto il bastione San Tomaso (importo circa 30 mila euro), nati peraltro da un problema di cedimento delle sponde.

Una novità che si inserisce anche nei percorsi ipogei di Treviso, che sempre più stanno prendendo piede in chiave turistica nel nostro capoluogo, come in altre città. L’area golenale sotto il torrione era già attraversata infatti dai frequentatori di Treviso Sotterranea, ma doveva essere messa in sicurezza e si è deciso di attrezzare un camminamento.

Impreziosire le mura anche per via del cedimento delle sponde: è andata proprio così. L’intervento è stato effettuato dalla ditta Biasuzzi.

Le sponde

«La zona golenale stava franando, si è deciso di risagomare le sponde e mettere in sicurezza l’area», spiega Sandro Zampese, assessore comunale ai lavori pubblici, «così sono nati i camminamenti. E non saranno gli unici: presto li vedrete anche sotto il bastione San Marco. I nuovi percorsi si inseriscono nel più ampio progetto del “museo delle mura” che vogliamo candidare patrimonio dell’umanità Unesco».

Per la candidatura, ci vorrà ancora un po’ di tempo. Il primo step importante era veder terminare la riqualificazione della cinta assicurata dai fondi Pnrr.

«Fino al 30 giugno gli uffici sono stati impegnati con la rendicontazione dei vari cantieri Pnrr, nei prossimi mesi potremo dedicarci anche ad altro», precisa l’assessore Zampese.

Sullo sfondo c’è la sfida Unesco, che nei pensieri di Ca’ Sugana potrebbe aiutare a intercettare nuovi finanziamenti per completare così il restauro delle mura. Il “museo” sta prendendo forma, ma ci sono ancora tasselli da sistemare.

 

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