Guerra aeroporto Genty sta con Save

Appello del vicesindaco: «Trevigiani boicottate il Comitato» Insorgono le minoranze: «Marchi rispetti il numero di voli»
PASSERINI TREVISO CONSIGLIO COMUNALE AL P. DEI 300 SU DELIBERA CENTRO STORICO E SMOG AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
PASSERINI TREVISO CONSIGLIO COMUNALE AL P. DEI 300 SU DELIBERA CENTRO STORICO E SMOG AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

Vanno in fumo le speranze del comitato che Ca’ Sugana possa appellarsi al tribunale per limitare il numero di voli al Canova. Ieri il vicesindaco Giancarlo Gentilini ha tuonato contro il gruppo composto da seicento cittadini di Treviso e Quinto che si oppongono all’ampliamento dello scalo trevigiano. «Chiedo alle associazioni di categoria, ai sindacati e ai lavoratori di opporsi alle iniziative dei comitati, dove sono tutti pensionati, perché a nessuno giova che l’aeroporto vada via dalla nostra città», dice il vicesindaco. Appello pronunciato dopo aver letto sui giornali dell’avvertimento del presidente di Save Enrico Marchi. «Se i trevigiani non vogliono il Canova, noi portiamo i voli a Venezia», ha minacciato il numero uno della società di gestione dell’aeroporto all’indomani della pubblicazione della sentenza del Tar. Il pronunciamento del tribunale amministrativo respinge il ricorso del comitato contro i lavori sulla pista del 2011, ma sottolinea anche come lo scalo debba limitarsi ai 16.300 movimenti aerei. Sul limite Gentilini tira dritto. «I voli sono quelli che sono», dice, «non ha senso andare in Procura». E così, dopo che la Provincia ha schierato i suoi avvocati contro il comitato, anche il Comune fa quadrato intorno a Save. Su posizioni opposte è il consigliere provinciale di Sel Luigi Amendola. «Invitiamo le autorità preposte a vigilare su ciò che la sentenza di ieri ha deciso», dice, «Non esiste nessun indotto concreto per le nostre città, Treviso in testa, né in termini di turismo né in altri ambiti. Con l’incremento dei voli l’unica cosa che aumenta è l’inquinamento acustico e il rischio per i cittadini». Sull’argomento interviene anche il consigliere comunale di Città Mia Alfio Bolzonello: «Marchi usa lo “strano metodo” già usato da molti altri, da ultimo Muraro», dice, «Ossia si minaccia la chiusura e si fanno balenare i posti di lavoro che andrebbero persi. Muraro parlava delle centinaia di posti garantiti dall’Ikea e dal macello di Barcon. Marchi di posti di lavoro del Canova. Questi sono ricatti che vanno indirizzati al mittente». Infine Luigi Calesso di Un’Altra Treviso: «La notizia che Save minaccia di spostare altrove i voli è senz'altro stucchevole per chi ritiene che leggi, decreti ed ordinanze vadano rispettati ma è anche la sanzione chiara che rispetto all'aeroporto di Treviso il Comune e Aertre non contano niente».

CHI HA RAGIONE?

COMMENTA SUL SITO

WWW.TRIBUNATREVISO.IT

Argomenti:trasporti

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso