Gli spazi alle associazioni Ztl resta fuori, è scontro

Dopo 10 occupazioni e una manciata di denunce i ragazzi del collettivo Ztl Wake Up sono gli unici esclusi dal primo bando promosso dall'amministrazione Manildo per l'assegnazione degli spazi pubblici. «Una presa di posizione politica» tuona il collettivo, «una decisione presa da una commissione ad hoc sulla base di criteri rigorosi» replica invece il sindaco Manildo.
È, di fatto, uno schiaffo per il collettivo che in tempi non sospetti ha innescato l'acceso dibattito sulla riqualificazione dei buchi neri del centro storico costringendo la campagna elettorale 2013 ad affrontare il tema. Una battaglia combattuta a suon di proclami, cortei e occupazioni. Dieci quelle messe in atto, ma presto potrebbe esserci l'undicesima «se il Comune non troverà entro pochi giorni una edificio da destinare a Ztl».
Quello del Collettivo è un ultimatum vero e proprio a cui Manildo (che punta su nuovi bandi come quello appena concluso) ha già deciso di non sottostare.
La comunicazione ufficiale dei risultati del bando si è tenuta ieri mattina, a Ca' Sugana. Sul piatto due edifici: l’ex Actt di piazzale Duca d’Aosta e l’ex Filt – Cigli di via Terraglio. La prima è stata assegnata alla Rete degli Studenti Medi (in «cordata» con Anpi, Libera, Auser, Udu, Spi - Cgil e CittadinanzAttiva), che con 73 punti si è aggiudicata l’immobile soffiandolo a “Occupiamoci di Treviso”, alias Ztl, che ha totalizzato 66,6 punti. L’ex Filt invece, se l’è aggiudicata Marca Lab (unico concorrente in gara e di fatto cordata che unisce una decina di associazioni tra cui Adl, Italia Nostra e Legambiente).
Immediate le reazioni subito dopo la comunicazione: al primo piano del palazzo comunale sono volate urla e insulto. Al punto che l'assessore alla cultura Luciano Franchin, non con un sussurro, avrebbe invitato i ragazzi a «portare rispetto per le istituzioni». «E' una risposta politica che questa amministrazione sta dando alla città» dice Gaia Righetto, del collettivo, «Ztl è stata protagonista di questa battaglia sugli spazi, siamo stati noi a portare a questa rivoluzione». Il consigliere Said Chaibi parla di «atteggiamento poco trasparente». «Abbiamo chiesto di vedere la documentazione, ci è stato imposto di fare richiesta formale. Credo sarebbe stato doveroso, in un quadro di cambiamento, dare credito a questi ragazzi che si sono sacrificati per questa città, a costo di prendersi delle denunce«.
Tra i ragazzi del collettivo, è scattato il tam tam in rete «Non è stato assegnato lo spazio a Ztl, dopo 2 anni di iniziative, occupazioni, denunce e fogli di via l'amministrazione comunale continua a non parlare la lingua del cambiamento» scrive l'altro portavoce, Nicola Vendraminetto, «Se non ci sarà un cambio repentino ci rivedremo sulle barricate».
La posizione del collettivo è chiara: se entro pochissimi giorni l'amministrazione non assegnerà un luogo a Ztl i ragazzi torneranno ad occupare. Manildo, replica duro: «La scelta non è politica, è stata fatta da una commissione guidata dalla comandante dei vigili Federica Franzoso, sulla base di criteri rigorosi. L'unica scelta politica è stata la decisione di mettere degli immobili a disposizione delle associazioni. Una strada che seguiremo ancora con nuovi bandi».
Primo in lista l’ex Polveriera, il cui iter per la permuta col demanio però sembra imbrigliato nelle maglie della burocrazia. «La minaccia di nuove occupazioni non cambierà le cose: i ricatti sono la formula sbagliata per fare politica. In questo modo si pongono al di fuori delle regole» dice Manildo.
Mentre dalla sala comunale si fa notare che in Marca Lab (vincitrice di uno dei due bandi) ci siano già militanti di Ztl, piovono polemiche. «E’ stato escluso chi ha realmente promosso questo bando» afferma velenoso Romeo Scarpa, presidente di Italia Nostra, « i progetti erano tutti validi, il comune debba trovare spazio a tutti». E a premere su Manildo ci si mette anche Antonella Tocchetto (Pd): «La richiesta di Ztl deve essere accolta, hanno dimostrato le loro ottime capacità. Manildo troverà una soluzione». «Pronti a ritirarci» incalza Sergio Zulian di Marca Lab.
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