Est Energy: Zoppas scavalca Serena nella corsa per la presidenza

Il sindaco di Villorba sembrava in vantaggio sul manager ma nelle ultime ore in Lega gli equilibri sarebbero cambiati

Gianni Zoppas è il nome forte, il supermanager: ceo di Thleios, è stato amministratore delegato di Marcolin, e ha un curriculum forte nello sportswear del Nordest.

Marco Serena, sindaco di Villorba al secondo mandato, è invece il candidato più papabile nel caso in cui si scegliesse un profilo di amministratore politico.

La Lega sta sciogliendo le ultime riserve, per la presidenza di Est Energy (e c’è anche un consigliere di amministrazione). Entro fine anno Ascopiave deve provvedere alla nomina per i vertici della nuova società del retail di gas ed energia che nasce delle nozze di Hera e Ascopiave, matrimonio che ha ridisegnato gli scenari nordestini e nazionali della distribuzione di gas e dell’energia, e in generale tutto lo scenario delle multiutility.

E i vertici leghisti – il commissario provinciale Gianangelo Bof in primis con il nuovo direttivo che lo affianca – stanno lavorando d’intesa con Nicola Cecconato, presidente della quotata Ascopiave. Con l’accordo che prima della nomina sul candidato saranno coinvolti anche gli altri partiti

Ed è inevitabilmente diventato quasi uno sfogliare la margherita, fra due modi di interpretare la presidenza prima ancora che sui singoli candidati.

La bilancia pareva pendere a favore di Serena, per un’ impronta amministrativo-politico, ma nelle ultime ore volge verso Zoppas.

Est Energy nasce come prima realtà del Nordest, con una dote di clienti che supera il milione. Esattamente 1.060.000 (265.000 utenti dell’energia elettrica e 795.000 del gas) sparsi fra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. Ben 650 mila sono quelli che Ascotrade e le altre controllata di Ascopiave hanno portato in dote nell’operazione che ha visto Hera sborsare 645 milioni per consentire ad Ascopiave di concentrarsi sulle reti e sulla distribuzione, nuovo core business della multitility di Pieve di Soligo.

In base agli accordi pattuiti a suo tempo, Hera controllerà la società con il 52% delle quote (il restante 48% di Ascopiave). Di contro, sarà Pieve a controllare la newco sulle reti, che gestirà i tubi di Padova, Udine e Pordenone, anche qui primo operatore nel Nord-Est con 800 mila utenze e una rete di 12 mila chilometri. Quest’ultima società ha superato recentemente anche gli scogli dell’Antitrust, che si era riservata di approfondire i termini dell’intesa fra Pieve e Bologna.

Il nome di Zoppas, attualmente consigliere di amministrazione della casa madre Asco Holding (voluto fortemente da Toni Da Re che lo ha corteggiato a lungo) è emerso quasi naturalmente, in un contesto dove il tecnico pesa tanto quanto il politico, se non di più.

Mentre per Serena, come dice Radiolega, sarebbe un evidente riconoscimento per quanto il sindaco ha fatto negli ultimi anni in seno all’assemblea dei sindaci, nel fronte leghista, spesso in asse con Roberto Bet (entrambi sono avvocati), nel lunghissimo e non ancora terminato scontro frontale con i soci privati di Plavisgas, la cordata di marchetto, Malvestio & Co che ha trascinato la holding davanti ai giudici amministrativi (vincendo sia al Tar che al Consiglio di Stato), Tribunale delle imprese, e Tribunale civile. E da ultimo lo studio sull’adeguamento con cui la holding ha obbedito al consiglio di Stato, creando l’organismo speciale dell’assemblea dei comuni (i soci pubblici della holding) chiesto dai giudici di Roma per superare lo scoglio del mancato controllo pubblico in presenza, com’era sino a pochi mesi fa, da una maggioranza pubblica divisa però in quote pulviscolari, fra lo 0.1% e il 2,2% dei soci storici del nucleo dei soci fondatori del Bim (34 comuni).

Se prevarrà la candidatura di Gianni Zoppas - e in quel caso sembra che non sia nemmeno un conflitto con la sua posizione nel cda della casa madre di Asco Holding, – il posto nel consiglio di amministrazione di Est Energy potrebbe venir preso da un manager del gruppo Asco, a ribadire una forte impronta tecnica.

E Serena? Le occasioni per un altro riconoscimento non mancheranno, visto che come si dice in giro «la Lega ha più sedie da occupare che fondischiena». Anche all’interno del colosso di Pieve di Soligo, visto che fra pochi mesi, tra marzo ed aprile 2020, va in scadenza anche il cda di Ascopiave, dove certamente si libererà almeno un posto, quello di Dimitri Coin, già segretario provinciale e ora parlamentare. Quando si dice il destino: proprio Coin e Serena furono i protagonisti di uno scontro durissimo nel partito, sugli assetti e la guida della sezione villorbese. —

Andrea Passerini



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