E’ morto Tiziano Veggia, ristoratore, esercente agente e batterista
Aveva 79 anni, a Treviso era un’istituzione di borgo Mazzini. Negli ultimi anni accompagnava gli anziani dell’Israa

Musica e calcio, ristorazione e commercio. Vita intensa, quella di Tiziano Veggia, scomparso nei giorni scorsi a 79 anni, salutato da una folla commossa nella “sua” Madona Granda. Fatali le complicanze di una patologia cardiaca, che non gli impediva di essere sempre un’istituzione di borgo Mazzini ove viveva. Ma lo aveva segnato, dentro, anche la scomparsa di una sorella più giovane.
In gioventù buon calciatore dello Spresiano – lì era nato – era stato folgorato dalla batteria. Negli anni Sessanta, suonava con I Topi, per balere e locali (ed era stata mitica anche la reunion).
Il lavoro lo avrebbe portato a Napoli, agente della carte Dal Negro, lavorando anche per l’azienda calzaturiera Campanile.
Tornato a Treviso aveva aperto i Due Apostoli in piazza Santa Maria Maggiore, assecondando la sua passione per la cucina, poi aveva gestito il ristorante del Tennis club di viale Felissent, per un breve periodo.
Una parentesi a Nervesa, con una videoteca, poi il ritorno nel settore dei pubblici esercizi, a Zero Branco, con la Isla Bonita. Infine, l’attività nel settore delle bollicine, per la cantina Le Manzane dei Balbinot.
«Un generoso» dicono tutti, «amava convivialità ed amicizia». Negli ultimi anni, accompagnava gli anziani dell’Israa (ed era rappresentante degli inquilini) ed animava la casa di riposo. Con la riscoperta della batteria, suonava ora con gli Spettinati ed i Kurkumas.
Lascia i figli Renato e Domenico, la sorella Adriana, le nuore Lucia e Krystyna, i nipoti Valentina, David e Nicole, gli altri parenti. —
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