Discarica, Quinto chiede anche i danni d’immagine

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio dell’imprenditore Costenaro, il legale del Comune pensa ad un risarcimento per la collettività e le ore di emergenza
Di Federico Cipolla
PAESE 07/07/06 DISCARICA TIRETTA A PADERNELLO - DISCARICA TIRETTA A PADERNELLO DI PAESE - La discarica Tiretta di Paese Sotto la protesta a Quinto (Film)
PAESE 07/07/06 DISCARICA TIRETTA A PADERNELLO - DISCARICA TIRETTA A PADERNELLO DI PAESE - La discarica Tiretta di Paese Sotto la protesta a Quinto (Film)

QUINTO. Non solo i danni materiali, ma anche quelli d’immagine, per la collettività e per le ore di lavoro dedicate all’emergenza in municipio. Il Comune di Quinto sta preparando una richiesta milionaria di risarcimento a Italo Felice Costenaro, l’amministratore della Finadria, società che a lungo ha gestito la discarica Tiretta. Dopo un consulto con l’avvocato Federico Vianelli, in municipio si è fatta avanti la convinzione che il risarcimento riguarderà anche i danni non patrimoniali. È ancora difficile fare una stima specifica di quanto gli enti pubblici potranno chiedere, si attendono le costituzioni in giudizio del Comune di Paese, della Provincia di Treviso e della Regione Veneto. Oltre alle conseguenze sull’ambiente, tuttora presenti, le amministrazioni pubbliche hanno dovuto spendere milioni di euro per alleviare i danni dovuti alla fuoriuscita di “3sec-butil-metiluracile” dalla Tiretta.

Per portare l’acqua potabile a trecento famiglie, il Comune aveva dovuto costruire l’acquedotto. Costo: quasi 1,5 milioni di euro, di cui 255.407,66 euro a carico del bilancio comunale, il resto arrivato dalla Regione. Sempre dalle casse di palazzo Balbi sono arrivati altri 7 milioni per la messa in sicurezza della Tiretta. A questi vanno ad aggiungersi le spese affrontate dal Comune di Paese e dalla Provincia per asportare il percolato prodotto dalla discarica, e per tutte le opere di manutenzione.

Quinto per la verità, attraverso una causa civile, aveva già strappato un risarcimento, con la condanna della Sev (la Finadria srl si era fusa nella nuova società) a pagare 255 mila euro per le spese affrontate durante l’emergenza. Solo che l’azienda è fallita, gli amministratori sono risultati nullatenenti, e quindi le casse pubbliche oltre a non vedere nessun soldo hanno dovuto addirittura sborsare 12 mila euro per il deposito della sentenza. La decisione del giudice Silvio Maras di rinviare a giudizio Costenaro con l’accusa di disastro ambientale ha però aperto una nuova fase della vicenda.

È stato lo stesso Comune di Quinto ha opporsi alla richiesta di archiviazione. A settembre scatterà il processo. Nell’atto del Comune si chiedeva anche che le indagini nei confronti di due imprenditori indagati (l’altro era Fabio Brambilla, morto nel frattempo), responsabili della gestione delle discariche, continuassero, anche alla luce di una perizia i cui dati imponevano di «acclarare le responsabilità in ordine alla sussistenza di reati che si connotano per la loro permanenza e per la loro indubbia gravità».

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