Migranti sgomberati dal Park, il sindaco Conte attacca: «I parroci? Una provocazione»

Il sindaco di Treviso Mario Conte replica alla veglia dei parroci coi migranti sgomberati: «Non li ho visti pulire il parcheggio. L'accoglienza va fermata, qui non c'è spazio»

Federico De Wolanski
Il sindaco Mario Conte
Il sindaco Mario Conte

Dopo la notte trascorsa sotto i portici vicino al municipio da parte di alcuni migranti sgomberati dal Park dal Negro, dai due parroci di Santa Maria del Sile e San Bartolomeo con alcuni membri dell’Opposizione, il sindaco spara ad alzo zero.

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I giacigli sotto al Municipio

“Quella dei parroci con i migranti è una provocazione bella e buona che non ha nulla a che vedere con il tema dell’accoglienza” ha detto Mario Conte questa mattina, “non ho visto i parroci e i membri dell’Opposizione andare a ripulire il parcheggio dal Negro quando quei migranti vivevano lì, e non li ho visti nemmeno portare gli stranieri dopo lo sgombero sotto il colonnato del Duomo o al seminario vescovile”.

Il sindaco non fa sconti e sottolinea come “l’amministrazione stia agendo con responsabilità cercando di gestire al meglio la situazione con la Caritas e lo comunità Sant’Egidio ma non può farsi carico di tutti i problemi“ ha detto proseguito Mario Conte, “l’accoglienza va gestita dal Prefetto ma soprattutto va fermata, qui non c’è spazio ed è stato dimostrato anche dall’esperimento di accoglienza affatto a Monigo che se apre uno spazio per pochi poi i numeri crescono e continuano ad arrivare senza soluzione di continuità.”

Poi ribadisce: “Noi stiamo lavorando per gestire la situazione, Facile invece scaricare il problema sugli altri non facendo nulla in prima persona” ha detto riferendosi a parroci e opposizione.

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