I 16 mila della Deejay Ten abbracciano Treviso. Conte conferma: «Torna nel 2027»

Nella Marca arrivati runner anche da fuori regione. Lo start alle 9.30, l’arrivo della 10 km in viale Burchiellati

Mattia Toffoletto
Linus dal palco con i 16 mila runner della Deejay Ten. Foto Colussi
Linus dal palco con i 16 mila runner della Deejay Ten. Foto Colussi

Correre per divertirsi e non per il cronometro, correre per formare un serpentone che se non lo vedi non ci credi, correre per fare gruppo e non godersi una domenica speciale. I 16 mila della Deejay Ten abbracciano Treviso per il terzo anno di fila.

E succederà anche per la quarta volta: tutto fatto per il ritorno nel 2027, l’ufficialità allo start. Dalle 9.30 di domenica 17 maggio il capoluogo della Marca è un'invasione di colori e accenti, runner di tutte le età, appassionati da tutta Italia.

Lo start come gli anni scorsi da viale Vittorio Veneto, il gruppone che si assottiglia via via, la festa che si dipana lungo il Put e attraversa il centro, collega piazza San Leonardo a piazza Vittoria, indirizza da via Santa Margherita a Borgo Cavour. L'epilogo della 10 chilometri in viale Burchiellati, lo striscione per la 5 chilometri in Borgo Mazzini.

Terza tappa 2026 per la non competitiva ideata dalla popolare radio milanese, dopo gli appuntamenti del 29 marzo a Torino e del 19 aprile a Bari. E se si tiene conto che le Deejay Ten sono solo quattro l'anno (la prossima è fissata per il 4 ottobre a Milano), si capisce come all'ombra della Torre Civica abbiano fatto centro, aprendosi una breccia nel cuore degli organizzatori dopo i successi delle edizioni precedenti.

In prima fila, il sindaco Mario Conte (“Un successo per la città, abbiamo fatto il record e la Deejay Ten tornerà anche l’anno prossimo”, l’annuncio dal palco della partenza) che ha un feeling speciale con la corsa e lo scorso autunno ha attaccato il pettorale per la prima volta alla maratona di New York.

Un buon argomento di conversazione con Linus, al secolo Pasquale Di Molfetta (“Un po’ l’età, un po’ il Prosecco, non prometto nulla sul tempo”, scherza prima del via), anima di Radio Deejay e della Deejay Ten, avventura quest'ultima decollata 21 anni fa, diventando fra le manifestazioni podistiche più partecipate d'Italia: immancabile trascinatore alla non competitiva di Treviso, ma anche fra i primissimi a scommettere in tempi non sospetti sul fenomeno delle corse di massa, sulle sfide fra runner per la sola ragione di fare gruppo e festa.

Ha creato un fenomeno che è ben spiegabile negli occhi luminosi degli amici che si sono dati appuntamento in viale Vittorio Veneto per scoprire Treviso senza auto, scherzare e provare a scattare un selfie con Linus. Ha creato un fenomeno che è un'esperienza lunga due giorni, con pettorale e zainetto da ritirare il sabato, la città da vivere nei locali la sera prima, la sveglia impostata per presentarsi con buon anticipo sulla linea di partenza.

Alla Deejay Ten targata Treviso sono arrivati anche da altre regioni, in primis Lombardia ed Emilia. C’è chi si presenta in abbigliamento da tennista: perfetto richiamo agli Internazionali d’Italia, a poche ore dalla finalissima di Sinner.

Ma ci sono anche trevigiani che si stanno godendo una città sempre più votata alle non competitive, alla camminate o alle corse senza l'ansia della classifica: dalla Gnogna Run alla Treviso in Rosa, passando per Camminare per la vita. 

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