Dall’oro alla crisi Compratori asiatici per la Tecnigold

BORSO DEL GRAPPA. Concordato preventivo e nomina di un commissario giudiziale: per la Tecnigold di Borso del Grappa la crisi arriva a un punto di svolta. Il tribunale di Treviso ha dato tempo fino al prossimo 8 giugno all’azienda di gioielli per presentare la propria proposta di ristrutturazione del debito. La continuità aziendale potrebbe essere garantita da un affitto di ramo d’azienda a una nuova compagine azionaria - a maggioranza asiatica - pronta a rilevare 75 degli 85 lavoratori della “vecchia” Tecnigold.
L’azienda della famiglia Piotto, già in liquidazione, arriva al punto di non ritorno di una crisi iniziata nel 2008 e che - tra alti e bassi - ha portato un pesante calo del fatturato, precipitato fino a 41 milioni di euro nel 2012 dopo aver toccato i 70 milioni solo qualche anno prima. Commissario giudiziale è stato nominato Roberto Cortellazzo Wiel, che poi ha lasciato l’incarico per motivi di incompatibilità a Giovanni Francescon. L’accordo di ristrutturazione del debito o in alternativa la proposta e il piano di concordato andranno depositati dall’azienda di via Molini entro il prossimo 8 giugno.
La situazione finanziaria dell’azienda di gioielli si è compromessa negli ultimi anni quando, anche a fronte di volumi d’affari consistenti, la situazione debitoria si è complicata e la capacità di generare utili si è praticamente azzerata. Nel 2014 il fatturato si è assestato a 52,1 milioni di euro (erano 56,7 l’anno precedente), con costi della produzione di 51,6 milioni e utili di fatto nulli. Gli esercizi 2011 e 2012 si erano chiusi in passivo per oltre un milione di euro l’anno, con passività che erano arrivate a superare i 46 milioni. Al 31 dicembre 2014 i debiti totali ammontavano a 46,4 milioni di euro, dei quali 39,1 nei confronti delle banche. Proprio l’esposizione finanziaria ha travolto i conti del gruppo, portando il destino in tribunale.
Nel febbraio del 2012 l’azienda aveva fatto ricorso ai contratti di solidarietà (un anno di durata) distribuendo così su tutte le maestranze il decremento del lavoro: una soluzione grazie alla quale nessuno degli addetti aveva perso il posto di lavoro, con una riduzione dell’orario di tre ore al giorno sia per gli operai, sia per gli impiegati.
Tecnigold è una delle principali aziende nel settore dell’oreficeria industriale nel Nordest. È stata fondata nel 1979 da Francesco Piotto, che assieme al figlio Paolo l’ha portata a superare i 70 milioni di fatturato. Poi però la crisi dei consumi e l’altalena dei prezzi dei metalli preziosi hanno messo in difficoltà la struttura finanziaria del gruppo. Dal 2004 al 2010 le perdite a bilancio hanno superato i 20 milioni di euro, cifra pesantissima assorbita in parte dalla cassa generata dall’azienda e attraverso il sostegno delle banche. La copertura delle perdite era stata ripianata attraverso versamenti dei soci, tra cui la Golden Bridge Sa, società estera che detiene l’89% del capitale della Tecnigold. Ora questa storia finisce, se ne apre una che porta verso l’Asia.
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