Dall’Ascom alla birra Pomini lancia l’etichetta di famiglia

Dopo quattro anni alla guida dei commercianti trevigiani l’imprenditore riprende la produzione nella barchessa Pola
Di Serena Gasparoni
FANZOLO VEDELAGO BARCHESSA DI VILLA POLA FOTOCRONACA SERVIZI DELLA GIORNATA
FANZOLO VEDELAGO BARCHESSA DI VILLA POLA FOTOCRONACA SERVIZI DELLA GIORNATA

Ha deciso di rimettersi in gioco, gettandosi a capofitto in una nuova scommessa imprenditoriale. Dopo 4 anni alla guida di Ascom Confcommercio Treviso, l'ex presidente Guido Pomini, oltre a continuare a gestire il suo negozio di abbigliamento in centro, ha deciso di dedicarsi alla produzione di birra artigianale: ora per conto terzi, ma per la prossima primavera è pronto a presentarsi nel mercato con un'etichetta tutta sua. È un'idea che si intreccia alla storia di famiglia, all'azienda agricola del nonno e alla bellissima barchessa di Villa Pola a Barcon di Vedelago da sempre di proprietà della famiglia Pomini. «Tutto nasce alla fine degli anni Novanta. La mia famiglia detiene questo immobile importante, che all'epoca venne dato in comodato d'uso per 15 anni a un'azienda in cambio del suo restauro. Questa società ottenne la possibilità di costruirvi all'interno un impianto di produzione di birra artigianale», spiega Pomini.

La barchessa di Villa Pola è anche la sede dell'azienda agricola del nonno, ai tempi che furono utilizzata come ricovero per frumento e grano. “Questa società ha stipulato l'accordo di comodato nel '98, sarebbe scaduto nel 2014, ma una serie di problemi hanno comportato la sua risoluzione anticipata circa un anno e mezzo fa. A quel punto io e i miei 12 cugini, sparsi in tutta Italia siamo rientrati in possesso dell'immobile. E ci siamo domandati cosa avremmo potuto farne». Ed ecco l'idea: sfruttare l'impianto di birra artigianale per continuare l'attività della precedente azienda ma soprattutto realizzare una birra propria.

«La società agricola del nonno, che si chiama “La barchessa” esisteva ancora e abbiamo deciso di rimetterci in gioco, facendoci aiutare da chi ne ha le competenze naturalmente». Ora Pomini è di fatto amministratore della società che gestisce con i 12 cugini della sua numerosissima famiglia. «Al momento stiamo ancora producendo per conto terzi, ma stiamo lavorando sulla nostra etichetta: partiremo con un primo test in autunno per esser operativi a tutti gli effetti la prossima primavera». Di sicuro la nuova birra dovrà veicolare due messaggi: per il brand l'unicità della barchessa, di un allievo del Palladio, e la famiglia. «E magari - ma su questo dobbiamo ancora ragionare - anche sull'idea di birra a km zero», spiega. L'impianto avrebbe una capacità produttiva di più di 5 mila litri all'anno: «La nostra idea è anche quella di crescere in questo senso, con il tempo e nuovi investimenti” dice Pomini. Ma non solo birra: la barchessa conta 3 mila metri quadri coperti, circa 5 ettari. L'obiettivo della famiglia Pomini è far ridiventare questo luogo meraviglioso anche un centro di riferimento per la comunità. «La nostra sfida, oltre a produrre una buona birra è far diventare questo posto luogo di riferimento. Ma speriamo possa tornare ad essere la sede eletta di serate estive e appuntamenti culturali. E' un luogo che vorremo rilanciare e far rivivere».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso