Coronavirus, la Procura di Treviso apre un fascicolo di inchiesta sulla Serena

Per accertare quanto avvenuto all'interno della ex caserma, da anni centro di accoglienza per migranti, dopo che in poche settimane i positivi sono passati da pochi casi a 257
DE POLO . AG.FOTOFILM . TREVISO . CASERMA SERENA PRESIDIO POLIZIA E FORZE DELL'ORDINE
DE POLO . AG.FOTOFILM . TREVISO . CASERMA SERENA PRESIDIO POLIZIA E FORZE DELL'ORDINE

TREVISO. La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per accertare quanto avvenuto nel Centro migranti situato all'interno dell'ex Caserma Serena di Casier, dopo che in poco meno di due mesi i positivi al Coronavirus sono passati da 2 a 257. Nei giorni scorsi c'erano state le accuse del direttore generale dell'Ulss di Treviso Francesco Benazzi al gestore della struttura sulla mancata separazione tra ospiti positivi e negativi.

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«Vogliamo capire cosa è stato fatto - dice il Procuratore Michele Dalla Costa - e cosa, eventualmente, è mancato nella gestione dei migranti dopo la scoperta delle prime positività». La magistratura intende appurare, in sostanza, «quali siano state le misure adottate per evitare il diffondersi dell'epidemia e quali siano state le modalità di diffusione che hanno portato le positività da 2 a 257».

A gestire il fascicolo è il pm Giulio Caprarola su incarico del Procuratore Dalla Costa. Al momento non vi sono indagati nè ipotesi di reato. «È evidente - rileva Dalla Costa - che qualcosa non è andato come doveva andare».

«Siamo assolutamente certi di aver agito in maniera corretta», dice Gianlorenzo Marinese, presidente della società trevigiana Nova Facility, che gestisce il Centro migranti dell'ex Caserma Serena di Casier. Marinese dice di aver appreso stamane dell'iniziativa della magistratura dalla lettura dei giornali e di essere pronto a fornire agli inquirenti «tutta la documentazione utile» per accertare come la società abbia agito correttamente. Afferma poi di non voler più rilasciare dichiarazione «nel rispetto dell'opera della magistratura».

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