Coronavirus, a Susegana Electrolux riapre e sarà test nazionale

Raggiunto l’accordo a Roma: mascherine, distanza di 1,5 metri, controlli virologici e di temperatura più il tracciamento (volontario)

SUSEGANA. Electrolux ha ricevuto il via libera, anche dai sindacati, per ripartire. Lo stabilimento di Porcia lo farà lunedì. Susegana mercoledì, però questa data non è stata ancora ufficializzata. Tra il “gigante del freddo” e Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil è stato sottoscritto un accordo – tra i più avanzati, ‘da laboratorio’ com’è nella tradizione del sito trevigiano - che definisce misure di sicurezza e condizioni organizzative per consentire il riavvio delle produzioni, in coerenza con le modalità e i tempi di ripresa dell’attività lavorativa previsti dai provvedimenti del Governo.

il progetto pilota. Tra le novità sostanziali alla base dell’accordo la sperimentazione di una App per gestire il post emergenza ed indicare al lavoratore che deciderà di aderirvi l’indice di rischio/esposizione al contagio in base ai propri spostamenti, e l’effettuazione a tutti i lavoratori (su base volontaria), di test e tamponi. Questa attività preventiva rientra in un progetto di ricerca coordinato dal Paolo Gasparini, del Burlo Garofolo di Trieste.

le altre precauzioni a lavoro. Ci sarà la consegna giornaliera di mascherine, guanti, gel. E sulla scorta delle misure già adottate precedentemente al fermo, l’Electrolux procederà alla misurazione della temperatura e al distanziamento sociale (almeno di un metro e mezzo) tra le diverse postazioni di lavoro. Verranno introdotte barriere di protezione e Dpi aggiuntivi quali occhiali e visiere. Continuerà il ricorso allo smart working/lavoro agile per ridurre la presenza del personale nei locali, mentre in fabbrica ci saranno attività quotidiane e periodiche di igienizzazione e sanificazione. L’accordo prevede, secondo le necessità, anche riduzioni di orario e distanziamenti tra un turno e l’altro per non far incrociare i lavoratori. Particolare attenzione, da questo punto di vista, per la mensa, gli spogliatoi, i bagni e l’infermeria.

per i lavoratori più a rischio . Sono infine state definite importanti tutele per i lavoratori più fragili a causa di patologie pregresse o attuali, in un rapporto di collaborazione tra medico competente e il medico di famiglia. I collaboratori con specifici profili di rischio al virus saranno oggetto di maggiori tutele, non escludendo l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale o su richiesta degli stessi, con ferie e permessi. Nel caso venga certificata la condizione di malattia è garantita la tutela ai fini del comporto per la conservazione del posto di lavoro. Il loro possibile ritorno al lavoro sarà definito sulla base delle certificazioni mediche fornite dal lavoratore interessato. Si è inoltre condiviso di affrontare nei singoli stabilimenti le necessità dei lavoratori e delle lavoratrici di conciliazione tra lavoro e famiglia.

l’azienda: bene questa innovazione. «Esprimo piena soddisfazione per l’accordo raggiunto» dichiara Ruben Castagner, direttore delle relazioni industriali di Electrolux Italia, «è stato un lavoro congiunto con le rappresentanze sindacali che ci ha portato ad introdurre degli elementi innovativi e sperimentali, con l’obiettivo di massimizzare le condizioni di sicurezza. Quella che stiamo vivendo è una situazione senza precedenti, dobbiamo affrontarla consapevolezza, responsabilità, impegno».

la fiom. «Le linee guida condivise venerdì in Electrolux rappresentano un importante risultato a tutela della salute, della sicurezza e della prevenzione delle lavoratrici e dei lavoratori negli stabilimenti del gruppo. Un risultato reso possibile dalla determinazione e dalla capacità di mobilitazione dei metalmeccanici e dal Protocollo condiviso da Cgil Cisl e Uil con il Governo e Confindustria che vincola la ripresa dell’attività produttiva solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione» commentano Michela Spera e Alberto Larghi della Fiom.

la uilm. «Speriamo che il progetto sperimentale di test virologici possa dimostrarsi efficace nel contrasto alla diffusione del Covid-19, poiche' potrebbe rappresentare non solo una misura efficace per i quasi cinquemila lavoratori di Electrolux, ma un precedente utile a tutta l'Italia» afferma il sindacalista Gianluca Fico della Uilm ben sapendo della valenza nazionale della sperimentazione che verrà effettuata in azienda, «per avviare la seconda fase dell’emergenza: quella in cui lavoro e libertà personali devono essere coniugate con una lotta all'epidemia che purtroppo si preannuncia ancora lunga». —

Francesco Dal Mas .

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso