Consiglieri, gettoni «in dono» al Comune

Villorba, la proposta di Ivano Breda per finanziare il piano di zonizzazione acustica divide maggioranza e opposizione
Di Federico Cipolla

VILLORBA. «I consiglieri rinuncino al gettone di presenza». È la proposta di Ivano Breda per consentire all’amministrazione di pagare l’aggiornamento del piano di zonizzazione acustica. È questa la mossa, reale ma provocatoria, per superare l’empasse sul tema creato dopo l’ultimo consiglio comunale, da cui le opposizioni erano uscite con le ossa rotte. Tre mesi di battaglia per mettere la giunta spalle al muro, andati in fumo per un mancato accordo proprio tra le opposizioni. L’ordine del giorno presentato chiedeva sostanzialmente che il Comune approvasse il piano di zonizzazione acustica. Dal documento presentato dalle minoranze emergeva chiaramente come il comportamento dell’esecutivo negli ultimi dieci anni non fosse stato esattamente trasparente sul tema. Tanto che un piano era già stato preparato dall’Arpav dieci anni fa, ma era stato tenuto in un cassetto. Anche la Provincia ha sollecitato più volte il Comune a dotarsi del piano. Ma la proposta delle opposizione è naufragata in consiglio comunale. Ivano Breda (La Nostra Villorba) e Mario Carraro (Pd) hanno proposto di vincolarlo al piano degli interventi, mentre Manuela Borghetto (Pd), ha proseguito sulla proposta originale. Il risultato della divisione è che la maggioranza si è fatta e votata il proprio emendamento. Da quel momento il piano è legato esclusivamente alla disponibilità economica delle casse pubbliche. Un modo come un altro per non creare alcun vincolo. «Se il problema sono i soldi» precisa Breda, «possiamo pensarci noi come consiglieri di minoranza. Il Comune chieda un preventivo all’Arpav per l’aggiornamento del piano già pronto, e poi trattenga il gettone di presenza dei consiglieri che vorranno aderire fino al raggiungimento della somma. Non credo si tratti di una grossa cifra. Se tutto il piano è costato 10 mila euro, per un aggiornamento basteranno 3 o 4 mila euro». Il piano di zonizzazione acustica indica, in base alla natura di una zona e alle sue caratteristiche, il grado di rumorosità massimo consentito. In base ad esso si regolano le costruzioni future e si adeguano le esistenti. Cosicché, per esempio, si impedisca ad un’azienda di aprire una fabbrica tra le case, o di svolgere attività troppo rumorose in orari non consoni. L’amministrazione finora non ha voluto approvarlo, perché richiederebbe ad alcuni privati interventi di adeguamento piuttosto costosi.

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