Cervi in Cansiglio Il Corpo Forestale «Abbatterne 1.200»

Summit tra sindaci e Regione per stabilire i tempi «Gli esemplari sono troppi, così si distrugge la foresta»
Di Francesco Dal Mas

VITTORIO VENETO. Il prossimo giovedì 11 luglio i sindaci del Cansiglio incontreranno i vertici della Regione per fissare i tempi dell’abbattimento dei cervi e per la prima volta si schiera anche il Corpo forestale dello Stato, che gestisce sull’altopiano le riserve integrali, a favore della campagna di riduzione degli ungulati. Sono troppi, ben tremila, e stanno distruggendo le plantule dei faggi, per cui ai caratteristici alberi della foresta, a cui un tempo ha attinto anche la Repubblica Serenissima per le imbarcazioni veneziane, viene impedito il rinnovo.

«Un disastro» secondo Daniele Zovi, il comandante regionale del Cfs. Anche perché non si può recintare la foresta, come gli allevatori hanno fatto con i loro pascoli che erano invasi dagli ungulati. Zovi si dice d'accordo con l'Istituto Ispra che, ancora tre anni fa, ha autorizzato l'ente Veneto Agricoltura a procedere con la campagna di abbattimento di una quota l'anno di ungulati. Si trattava, allora, di 400 capi l'anno (di cui solo 40 all'interno della foresta) per tre anni, per un torale di 1.200. «Non sta a me esprimermi, ma so che a suo tempo la Regione interpellò l'istituto che più di ogni altro ha i presupposti scientifici per pronunciarsi. E l'Ispra all'epoca si espresse dicendo che c'erano le condizioni di intervenire: nei termini che sono stati precisati».

Quindi? Risponde Zovi, alla vigilia del vertice in Regione. «Non vedo perché non si debba procedere». E, secondo Zovi, bisogna farlo in fretta perché gli ungulati sull'altopiano stanno crescendo a dismisura. «È vero, nessun censimento preciso è ancora stato compiuto, però da riscontri molto attendibili noi del Cfs riteniamo che non si è lontani dalla verità quando si dice che la cifra dei tremila animali è stata raggiunta». Secondo Zovi, l'aspetto più preoccupante di tutta la vicenda non è tanto il numero assoluto di cervi in Cansiglio, ma il fatto che questi animali si siano moltiplicati a dismisura in pochi anni.

«Un decennio fa i cervi si contavano sulle dita di poche mani, adesso sono una quantità enorme, eccessiva. Bisogna provvedere per mantenere l'equilibrio naturale di questa foresta». Gli allevatori si sono arrangiati come potevano, recintando i pascoli a volte perfino con il filo spinato.

«Non è bello, anzi mi auguro che al più presto si provveda a liberare il Cansiglio da queste misure che non sono affatto compatibili con l'ambiente. Mi rendo conto, però, che gli allevatori non avevano altro modo di proteggersi. Quando inizierà l'operazione di abbattimento, anche i recinti dovranno essere progressivamente tolti». Intanto la foresta del Cansiglio è così ben gestita - da parte sia statale che regionale - che si arricchisce di nuove presenze.

«Siamo in attesa del lupo e della lince. Sono già stati avvistati in Cansiglio, speriamo di poter confermare presto che sono presenze stabili. Non manca neppure l'orso, per il momento ancora soltanto di passaggio». E conclude: «Posso però certificare che nell'ultimo anno abbiamo constatato sulle montagna del Veneto, in particolare sulle Dolomiti, la presenza di ben cinque orsi».

Frattanto, però, è la presenza dei cervi che, secondo il Corpo Forestale va ridimensionata. Anche se non tutti saranno d’accordo.

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