Casse di espansione, la Regione accelera «Pronti al bando per far partire il progetto»

Venezia. La Regione del Veneto non fa marcia indietro: il bacino di laminazione sul Piave a Ciano di Crocetta del Montello si farà. Ma una mediazione c’è: «Se qualcuno ha un’idea migliore, si faccia avanti», questo il senso del discorso dell’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, ieri convocato dal prefetto Vittorio Zappalorto insieme al prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, ai sindaci dei Comuni rivieraschi, all’Autorità di bacino distretto Alpi orientali e ai consorzi di bonifica interessati, per discutere delle situazioni idraulica e idrogeologica del medio e basso Piave.
Bando in partenza
Il prossimo appuntamento nell’agenda di questa nuova “cabina di regia” è a Treviso, il 19 febbraio: termine ultimo per presentare un progetto alternativo al bacino di laminazione. «Altrimenti il giorno successivo pubblicheremo il bando», la promessa dell’assessore. Il costo complessivo si aggira sui 50 milioni di euro, finanziati tramite “Casa Italia”, il dipartimento che il Governo ha voluto per promuovere la sicurezza del Paese in caso di rischi naturali. «La Regione non è innamorata di questo progetto», sostiene Bottacin, rispondendo alle polemiche. «Questa soluzione è stata approvata nel 2010 con un’ordinanza del presidente del consiglio. Il ministero dell’Ambiente ha finanziato l’opera con 1,6 milioni di euro. Ci limitiamo ad applicare una legge dello Stato», la spiegazione di Bottacin.
Vita contro viti
La polemica corre sul dualismo “vita contro viti”, con la Regione accusata di essere interessata soprattutto a queste ultime. «Trent’anni fa, scavare poteva essere conveniente, ma oggi no», spiega l’assessore. «I vigneti in golena continueranno a essere allagati e i bacini di laminazione funzionano perché il fiume non esondi. A noi interessa solo la sicurezza della gente». La mente va subito a Vaia: «L’anno scorso erano transitati 2,8 mila metri cubi di acqua al secondo. Ma si stima che la portata del Piave possa arrivare a cinquemila metri cubi al secondo. Una quantità enorme di acqua che deve essere trattenuta per tutelare i 150 mila che vivono fuori dalla golena. L’intervento sarà per salvare queste persone, non per salvare i vitigni: servono interventi che blocchino la piena del Piave. Come amministratori, abbiamo delle responsabilità».
Tormena resta sola
Il progetto finora ha trovato la sola opposizione di Marianella Tormena, sindaca di Crocetta del Montello: il Comune che, nella frazione di Ciano, sarà direttamente interessato dalla costruzione delle vasche di laminazione. «Siamo stati persino accusati di essere disposti ad allagare Ciano per salvare i vitigni, ma non possiamo pensare a queste polemiche», risponde Bottacin.
I sindaci veneziani
Concordi gli amministratori dei Comuni del Veneziano: sono circa 70 mila gli abitanti della provincia che saranno interessati dall’intervento. «Le vasche di laminazione sono necessarie per salvare vite umane, non possiamo perdere altro tempo. Chi ha proposte alternative si faccia avanti», il sostegno di Andrea Cereser, sindaco di San Donà. Che ripete il pensiero di Bottacin: «Se, entro il 17 febbraio, ci sarà presentato un progetto migliore di quello in essere, lo trasmetteremo all’autorità di bacino, che cambierà la norma. Altrimenti procederemo», che a Ciano suona come una minaccia. —
Laura Berlinghieri
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