Caso ex Saita, processo per bancarotta

CONEGLIANO. È accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione l'ex amministratore unico della Edil Maison, fallita a giugno 2013 in fase di realizzazione dell'immobile ex Saita nel centro di Conegliano. Il palermitano Carlo Agate, proprietario al 50% della Edil Maison, dovrà difendersi dalla pesante accusa davanti al tribunale di Roma nell'udienza preliminare fissata a ottobre. Con lui, anche il socio calabrese Vincenzo Albanese, entrambi domiciliati nella capitale. L'inchiesta della Procura romana era nata a seguito del buco di circa 15 milioni di euro lasciato nel fallimento legato alla ristrutturazione del fabbricato ex Saita da parte della Edil Maison, di cui 11 milioni circa a danno di Banca Antonveneta. La società romana costituita a inizio Anni '90 e proprietà per metà di Agate e per l'altra metà di Albanese, fu protagonista discussa nelle vicende che hanno coinvolto l'area urbana del centro di Conegliano, per lungo tempo spina nel fianco del Comune. Dopo vari tentativi di vendita all'asta, l'ex Saita ora "Corte Vespucci", è stata acquistata per un milione 200 mila euro dalla Cev spa, una società trevigiana seria e affidabile che ne ha fatto ripartire i lavori. A sollevare dubbi sulla chiarezza dell'operato della società romana fallita a giugno 2013, il curatore fallimentare Stefano Bassarelli, in un esposto alla Procura di Roma. L'inchiesta dei magistrati romani ha infine condotto alla formulazione dell'accusa di bancarotta fraudolenta in capo ai due soci proprietari, Carlo Agate e Vincenzo Albanese. I due sono inoltre legati all'altro fallimento milionario di quegli anni, che ha coinvolto le colline del Prosecco nel coneglianese. Si tratta del fallimento dell'Immobiliare Prati di Villorba, proprietaria del complesso residenziale al grezzo denominato "Rua Centro" nel Comune di San Pietro di Feletto e sul quale la Procura di Treviso, sulla base dell'esposto inoltrato del curatore fallimentare Mario Toso, si appresta ad avviare un'inchiesta. Proprietari dell'Immobiliare Prati fallita a novembre 2014 e passata più volte di mano, sono, per il 20%, il peruviano Gonzales Injoque Bryan Hugo, anche ultimo amministratore unico della società e, per l'80%, la romana Sitem srl, la cui proprietà è divisa a metà tra Vincenzo Albanese e Carlo Agate. Amministratore unico della Sitem srl da maggio 2011 è Francesco Caprioli, che ricopre la stessa carica da agosto 2012 a ottobre 2013 anche nell'Immobiliare Prati. Per Agate e Albanese, una sfilza di partecipazioni in varie società, la maggior parte legate all'edilizia residenziale. Alcune fallite, altre cancellate dal registro delle imprese perché inattive, tutte società a responsabilità limitata, per la maggior parte con sede a Roma o nella provincia di Treviso. Tra le partecipazioni trevigiane del calabrese Albanese, quella nella società ora inattiva, denominata Parco della Borghesiana, come amministratore unico e con lo stesso ruolo nella società, fallita a dicembre 2015, Parco Ghirada con sede a Treviso. Medesima carica anche nell'inattiva Papallo di Ponzano Veneto. Stessa nutrita lista anche per Carlo Agate, amministratore unico della Anator Consultion di Villorba, dichiarata inattiva, ed ex amministratore unico della Monteberico con sede legale a Villorba. Salgono dunque a due, i casi nell'ambiente dell'edilizia coneglianese, su cui la magistratura è stata chiamata a indagare, entrambi legati ai nomi di Vincenzo Albanese e Carlo Agate.
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