Capannoni da recuperare «Il sismabonus non basta»
Protesta di Zanardo Spa contro il tetto di 96 mila euro per accedere ai fondi Anche industriali e Ance perplessi: «Un’azienda spende in media milioni di euro»

TREVISO. Si chiama “sismabonus”, è stato introdotto dall’ultima legge di bilancio, e consentirebbe a molte aziende trevigiane di ristrutturare i capannoni (anche dismessi) adeguandoli alle norme più recenti in materia antisismica. E rendendoli quindi pronti a una “seconda vita” che eviterebbe la costruzione di nuovi impianti. Il problema è che i contributi del governo sono previsti soltanto per chi effettua ristrutturazioni fino a 96 mila euro: un tetto decisamente troppo basso per le aziende. E dalla Marca parte la rivolta.
Ad accendere le polveri è Damaso Zanardo, titolare della Zanardo Spa, che sta investendo sull’area ex Pagnossin a Treviso: «Per le grandi aree “di crisi” che vogliamo recuperare, 96 mila euro sono niente. In pochi avranno diritto al bonus». Seguito a ruota dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili, che spiega il vulnus alla base della legge: è valida sia per i condomini (dove il tetto di 96 mila euro ha un senso) che per le imprese. Unindustria Treviso, intanto, sul tema ristrutturazioni prepara il convegno del prossimo 6 ottobre, proprio all’ex Pagnossin: il tema recuperi è considerato centrale dai vertici di Palazzo Giacomelli, e il sisma bonus è uno dei nodi da affrontare.
Sulla propria pelle lo ha già sperimentato Damaso Zanardo, che si è dovuto avvalere del parere di un legale per capire se quei 96 mila euro di tetto massimo includano davvero anche gli stabilimenti industriali. «Obiettivamente, con quella cifra non si pagano nemmeno le spese dei tecnici», spiega Zanardo. La proposta, caldeggiata dall’Ance, è quella di “spezzettare” il tetto di 96 mila euro, applicandolo a ogni singola unità produttiva all’interno di una stessa area industriale: «Così potrebbe avere un senso. Nel nostro caso la ristrutturazione costerà decine di milioni di euro, l’ideale sarebbe coprire le singole unità produttive, bisogna trovare una soluzione diversa rispetto a quella che si prospetta ora. Spezzettare il contributo sarebbe interessante e incentivante. Al momento il “sisma bonus” è comunque una buona norma per le aziende piccole». Il prossimo appuntamento è per il 6 ottobre proprio all’ex Pagnossin di Treviso. Unindustria organizzerà un incontro per gli imprenditori che stanno valutando la messa in sicurezza o la ristrutturazione delle loro aziende: è allo studio un progetto pilota di assistenza. E i contributi come il sisma bonus sono uno dei cardini da cui partire.
Andrea De Polo
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