Caos Put, ogni giorno diecimila auto in più negli ultimi due anni

Viaggio alle radici di una circolazione sempre più problematica e congestionata. E andrà peggio con l’arrivo del traffico di Pedemontana e Cittadella Sanitaria
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO LICEO SCENTIFICO USCITA STUDENTI, AUTO PARCHEGGATE NELLA PISTA CICLABILE
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO LICEO SCENTIFICO USCITA STUDENTI, AUTO PARCHEGGATE NELLA PISTA CICLABILE

TREVISO. Quindici anni fa erano 30-33 mila auto al giorno, con una picchi fra i 35 e i 36 mila veicoli. Adesso se ne contano 40-45 mila, con punte di 50 mila mezzi nei giorni più neri. Un aumento diventato esponenziale negli ultimi due anni. Sono i numeri impietosi del Put, l’anello esterno delle mura di Treviso, rilevati dalle oltre 50 centraline di monitoraggio del traffico installate da Ca’ Sugana nel tempo. il put monco E dicono perché circolare a Treviso, negli ultimi due anni, sia diventata un’odissea, con tempi di percorrenza degni di grandi città con almeno il triplo degli abitanti del capoluogo della Marca.

de wolansk agenzia fotofilm treviso incendio camion tangenziale
de wolansk agenzia fotofilm treviso incendio camion tangenziale

Il Put (Piano urbano del traffico, sistema di sensi unici che culmina nell’anello esterno mura) è ancora quello pensato da Rizzon e temperato dall’ex sindaco Gentilini, oggi solo con due semafori in più in curva Bricito e davanti all’Inps. Mai più ricalibrato, rivisto, aggiornato, sviluppato, il Put, se non nei grandi park multipiano o a raso realizzati (il Miani nel 2003; il Dal Negro nel 2005; l’ex Telecom al Foro Boario e quello in via Lanceri di Novara) o ad oggi solo progettati: Cantarane ed ex Pattinodromo.

zago AG.FOTOFILM TREVISO traffico strada ovest
zago AG.FOTOFILM TREVISO traffico strada ovest

E diecimila veicoli in più, dunque, sull’anello che dal 9 luglio 2000 è il perno del sistema viario cittadino, sono un bel 33% in più di auto al giorno. E questo nel giro di 15 anni: i primi dati raccolti risalgono ai primi anni del Put, commissionati dall’allora assessore all’Ambiente Chiole, gli ultimi sono quelli del recentissimo Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile voluto dalla attuale giunta Conte. città bloccata Diecimila veicoli in più al giorno che portano più smog. Che poi imboccano le altre arterie cittadine, dentro e fuori le mura, in primis le ex strade statali e le regionali.

AGOSTINI TREVISO TRAFFICO SUL PUT A PORTA S. TOMMASO E LARGO MANZONI
AGOSTINI TREVISO TRAFFICO SUL PUT A PORTA S. TOMMASO E LARGO MANZONI

Un parco macchine sempre meno gestibile, e sopportabile in una rete viaria che di fatto è la stessa di 40 anni fa, quando Strada Ovest cessava le funzioni di tangenziale Nord, per assumere i connotati di strada urbana trasversale. Quando l’aeroporto non esisteva; quando la cittadella dell’Appiani pareva fantascienze; e quando chi viaggiava in treno poteva contare sulla seconda stazione a Santi Quaranta, chiusa da anni. Che gli esperti di Ca’ Sugana e delle società che hanno studiato la situazione del traffico a Treviso – l’ultima volta appunto con il Pums – sottolineino come il boom di auto e veicoli diversi si sia registrato negli ultimi 3-4 anni cambia poco, per chi utilizza l’auto per muoversi da una parte all’altra della città. E che ogni giorno vive sulla sua pelle il peggioramento della circolazione e dei tempi di spostamento. Sarebbe interessante confrontare i tempi di percorrenza della città Nord-Sud, o Est-Ovest, perché la sensazione è che nel frattempo sia peggiorato il quadro fuori mura anche sulla strade di accesso.

Anzi, per un incrocio delle Stiore snellito è sorto il tappo della Chiesa Votiva, poco mitigato dalla piccola rotatoria; San Giuseppe non ha visto né tangenziale completata né la Noalese 2 della TrevisoServizi; Strada Ovest è diventata un piccolo grande calvario, intasata di nuove attività un tempo dentro mura. il futuro E intanto all’orizzonte si profilano diverse grandi opere. La Pedemontana dovrebbe essere la prima, con il suo carico di traffico verso il capoluogo, quando verrà di certo scelta al posto del passante per le lunghe percorrenza verso Ovest.

E ancora la futura Cittadella Sanitaria al Ca’ Foncello, in un quadrante letteralmente chiuso da ferrovia, Sile, tangenziale e Terraglio; il nuovo insediamento all’ex Pagnossin nel superaffollato quadrante dell’aeroporto. «Ci sarebbe bisogno di un pacchetto speciale per Treviso, varato da Stato, Regione e Provincia» dice un amministratore che in passato ha provato a darsi da fare, «ma sono stati perduti troppi treni». Un capitale resta la conferenza dei servizi del 2011 in cui la ex giunta Gobbo disse «no» ai 54 milioni del quarto lotto della tangenziale, con lo sconcerto di Veneto Strade e Provincia. Ma la stessa Provincia può dirsi incolpevole? Possono chiamarsi fuori gli inquilini di Ca’ Sugana degli ultimi 40 anni? Dalla Dc alla Lega al centrosinistra? E i consiglieri regionali? E i parlamentari? — 

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