Canova, Girotto congela l’ampliamento «Con i 5 Stelle al governo stop a Save»

«Finché ci siamo noi il master plan dell’aeroporto Canova, così com’è, non verrà mai fatto: prima Save si mette in regola, poi può pensare allo sviluppo dello scalo».
Suona così, per voce del senatore pentastellato Gianni Girotto, il messaggio del governo Conte bis lanciato ieri mattina a Treviso in una conferenza stampa congiunta (Comitato dei residenti più Movimento 5 Stelle) al Comune di Treviso e, di pari passo, a Save, la società che gestisce il Marco Polo di Venezia oggi di fatto proprietaria anche di Aertre, la società che gestisce l’aeroporto di Treviso. La società che ha in gestione lo scalo di San Giuseppe, nelle ultime settimane, ha visto infatti rimessi in discussione tutti i propri piani di sviluppo del Canova, contenuti nel master plan, bloccati dal ministro dell’Ambiente grillino Sergio Costa, e proprio quando il via libera da Roma sembrava invece cosa fatta. Ma lunedì scorso Costa ha bloccato l’intera pratica, che dovrà ora tornare all’esame della commissione di valutazione di impatto ambientale (Via)del ministero.
lo stop improvviso
Uno stop che ha fatto scattare le ire del centrodestra, Lega in primis, contro «quelli del no a tutto e antagonisti dello sviluppo», ma allo stesso tempo ha rinforzato l’asse tra i grillini e parte della sinistra ambientalista trevigiana. Entrambi a sostegno del “Comitato stop aeroporto”, ad ora il vero vincitore della partita sul Canova. Probabilmente, e paradossalmente, vincitore assieme a Save, che con la fine del 2019 si avvicinerà a quota 25 mila voli annuali, ben sopra anche l’ultimo paletto (22.500) posto dal ministero dell’Ambiente. Save che, di fronte allo stop di Costa, può ora continuare a gestire un Canova a pieno regime senza più mettere sul piatto i 4 milioni di euro previsti in opere di compensazione e alleggerimento del traffico anche su quattro ruote diretto al Canova. «Non c’è nessun complotto: il ministero, semplicemente, ha ritenuto che i rilievi trasmessi dal Comitato fossero meritevoli di ulteriori approfondimenti, nonché fondati ed oggettivi», ha sottolineato a riguardo ieri proprio il senatore Girotto, intervenendo alla conferenza stampa voluta dai cittadini del Comitato, a palazzo Bomben, a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali Simone Scarabel (M5s) e Andrea Zanoni (Pd).
«Prove concrete»
«Non si è trattato di vaneggiamenti pretestuosi o infondati di cittadini claustrofobici, come vorrebbe far passare qualcuno, ma di questioni pertinenti. Siamo in regime di perfetta normalità: Save, come qualsiasi altra azienda italiana, deve rispettare la legge. Null’altro» ha incalzato Girotto, «il ministero e il governo non hanno sospeso nulla, sia chiaro: mi rendo conto che la normalità, in Italia, sia eccezionale, ma è quella che stiamo perseguendo. Questo governo tramite i propri ministeri, e io personalmente, verificherà come per qualsiasi progetto che anche la situazione dell’aeroporto di Treviso sia legittima e regolare».
le verifiche
Rivedere l’incidenza sulla salute pubblica, gli impatti acustici, la ripartizione dei decolli tra Quinto e Treviso, la presenza di scuole: questi, tra gli altri, i punti del documento inviato nelle scorse settimane dal Comitato che hanno indotto il ministero dell’Ambiente a rinviare firma e timbro finali al progetto di Save per lo scalo di San Giuseppe. E di fronte a ciò, il Comitato, in replica al dito puntato del sindaco Mario Conte e del governatore Luca Zaia, non vuole venir accusato di disfattismo: «Perché stanno aspettando l’ok del ministero per mettere in pratica le opere di mitigazione ma non hanno atteso il parere ministeriale prima di aumentare i voli? Qui c’è qualcosa che non va» sottolinea Giulio Corradetti, presidente del Comitato, a cui fa eco il portavoce Dante Faraoni: «Siamo di fronte a una barzelletta e Conte e Zaia stanno facendo le parti dei “trota”» dice Faraoni, «È stato merito loro se il piano dell’aeroporto è stato bloccato: a marzo 2019 la commissione Via nazionale aveva dato il proprio benestare al progetto di ampliamento, prevedendo il 39% dei decolli su Treviso. Se loro non si fossero opposti, la pratica sarebbe stata chiusa». Invece sia Ca’ Sugana che la commissione Via regionale dissero «no», facendo ripartire l’iter ed ottenendo, nell’ultimo parere, la discesa a quota 21% dei decolli su Treviso. Ora, però, torna tutto in discussione. E i tempi non si conoscono: «A giudicare il piano sarà la nuova commissione Via: non dobbiamo far sì che l’urgenza faccia scavalcare le regole», conferma Girotto, «Gli attacchi di Conte e Zaia? Me li aspettavo, d’altronde la Lega è all’opposizione. L’iter del Canova va però avanti da 17 anni: se doveva essere velocizzato, perché non l’ha fatto Zaia quando era ministro? Evidentemente la sua tranquillità e quella di Conte è stata disturbata solo dalla richiesta di far passare un certo numero di voli sopra Treviso. Capiscano, però, che lo sviluppo non può essere barattato con la salute delle persone».
anche i verdi in campo
Anche i Verdi di Treviso in una nota auspicano «la ridiscussione della questione dell’aeroporto all’interno di un ragionamento di razionalizzazione del sistema aeroportuale del Nordest: ampliare la capacità operativa del Canova, degli arrivi che hanno per meta il centro storico di Venezia, risulta in netta contrapposizione alle politiche del Comune di Venezia sta mettendo in campo di riduzione dell’insostenibile afflusso di persone nella città lagunare. Il direttivo dei Verdi di Treviso sostiene quindi le istanze del Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Treviso». E l’affondo: «Zaia e Conte, invece di perseguire politiche rivolte alla salute ed al benessere della popolazione di Quinto e Treviso, si sono allineati unicamente agli interessi economici di Save». —
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