Canova e vincoli Dubbie 100 licenze «Le dava l’Edilizia»

Sono un centinaio, le concessioni residenziali e produttive che il comune ha rilasciato, fra 2006 e 2013, nelle zone tutelate attorno all’aeroporto Canova (almeno le 3 più vincolate sulle 4 previste) senza che vi fosse il piano di rischio approvato e senza considerare le norme Enac varate nel 2006. Un volume totale di oltre 100 mila metri cubi, nelle zone A, B e C con un possibile ulteriore carico antropico di oltre 600 abitanti solo nel residenziale: oltre 200 famiglie potenziali. Nel lotto, almeno due piani Peep. Poi, una manciata di autorizzazioni produttive, sempre nelle zone vincolate.
Nella sola zona B il Comune di Treviso ha rilasciato 55 concessioni: 63mila metri cubi di volumetria, carico antropico di 300 abitanti. Lì le nome Enac del 2006 impongono un’edificazione «modesta», ma soprattutto chiedono che le concessioni siano rilasciate dopo l’approvazione del piano di rischio. Quel che Ca’ Sugana, con lo sportello Unico Edilizia, non ha fatto: il piano di rischio ancora non c’è. Secondo l’ente per l’aviazione civile, tutto andava congelato fino all’adozione del piano... l’assessorato all’urbanistica, fra 2006 e 2013, ha scelto invece di tirare dritto.
Ieri pomeriggio, in commissione urbanistica, la relazione del dirigente Stefano Barbieri ha fatto emergere finalmente le dimensioni degli atti comunali sconfessati dall’Enac, che non a caso non ha dato il placet a Ca’ Sugana, bocciando sia il piano di rischio (carente in restrizioni e vincoli) sia la variante al Prg con cui la giunta Gobbo (allora assessore era Sergio Marton) voleva sanare le carenze del piano urbanistico.
Così da ieri il caso si è allargato allo Sportello per l’edilizia, quello che rilascia concessioni e autorizzazioni. Retto negli ultimi anni da Marina Tazzer. In zona C ne sono stata emanate altre 12 (17.600 metri cubi e 87 abitanti), e altre 22 nella fascia più lontana dalle piste (ulteriori 43 mila metri cubi e 212 abitanti). E ancora le concessioni produttive: una, in zona B, alla cittadella Zemit, chiude terrazze e crea uffici. Ma ne spuntano altre 4 concessioni: oltre 23 mila metri cubi. Una amplia una stazione di servizio, una è di un ristorante, un’altra elimina la torre di una cittadella mista.
Le norme Enac chiedono un’edificazione modesta. Ca’ Sugana, sin qui, invocava i bassi indici edificatori complessivi. Tesi rilanciata ieri da Barbieri. Alcuni consiglieri di maggioranza (Caldato, Gorza, Chaibi, Tocchetto) vogliono vederci chiaro. Invocano un nuovo piani di rischio corretto ispirato e targato dall’attuale giunta. La maggioranza chiederà il ritiro del piano di rischio? E’ un’ipotesi. Ma c’è chi è più prudente, Dal canto suo Camolei ha assicurato che «le istanze di difesa del territorio sono primarie». Ma alla fine scopri che non si è parlato dei grandi casi, delle aree più «calde»: Taurus, ex Marazzato, lottizzazione Sile 1. I nodi, per ora, quindi restano.
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