Bond uruguayani fino a Wall Street Testimoni in aula

SAN VENDEMIANO. La vicenda giudiziaria dell'investimento in bond uruguayani diventa un complicato intrigo internazionale. Ieri nell'aula del tribunale di Conegliano sono stati ascoltati alcuni testimoni nel processo partito dalla denuncia dell'imprenditore di San Vendemiano, Moreno Barel, titolare dell'azienda Pet Engineering. Aveva denunciato una truffa da 300 mila euro.
I soldi sarebbero serviti per essere quotata nella borsa di New York, attraverso l'intermediazione di una società di Montevideo, la Laya Sa, acquisendo il pacchetto di controllo di una società statunitense dello stato del Delaware, sempre negli Stati Uniti d’America. Imputati di truffa sono Attilio Granzotto, 54 anni, ex promotore finanziario di Susegana, direttore della Laya, il presidente della società Victor Minca, settantenne americano, e Cesare Fussone, 58enne originario di Enna.
Fussone si è sempre dichiarato parte offesa ed estraneo ai fatti riguardante il caso dei bond di Montevideo, rivelatasi alla fine vera e propria carta straccia come i «fratellini» argentini. In un altro processo per associazione a delinquere a Belluno nel 2009, Fussone fu assolto, mentre Minca e Granzotto ebbero pesanti condanne, fino a 5 anni di reclusione.
Altre quattro persone furono ritenute responsabili della sparizione di 10 milioni di euro di risparmi investiti in operazioni ritenute fantasma. Altri testimoni nel processo di Conegliano verranno sentiti nella prossima udienza fissata per il 10 giugno. Ma il caso di rischia di diventare, con il passare delle settimane e dei mesi, sempre più complicato e difficile da risolvere. (di.b.)
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