Bomba all’amianto innescata da sei anni sotto la tangenziale

CASTELFRANCO. Allarme lungo la nuova Strada del Santo, nei cumuli di terra c’è anche amianto. È stata accertata la presenza di fibre di amianto nelle montagne di rifiuti presenti ai lati e nella grande rotatoria lungo la tangenziale Ovest (zona tra San Giorgio e Treville). Il dato emerge da una lettera inviata l’8 aprile 2016 dal commissario straordinario Arpav, Alessandro Benazzi, alla Regione e al Comune di Castelfranco, in risposta a un’interrogazione presentata sul tema del consigliere regionale Pd Andrea Zanoni, che aveva sollevato il problema in Regione. «Si tratta di circa 10 mila tonnellate di rifiuti», fa sapere lo stesso Zanoni, «quelli che preoccupano di più sono 350 metri cubi contenenti amianto. Per questi rifiuti devono essere prese misure cautelative importanti perché l’amianto è pericoloso a causa delle sue fibre altamente volatili. Ricordo che le fibre dell’amianto causano il terribile mesotelioma pleurico. Trovo scandaloso e indegno per un paese civile che le autorità coinvolte non abbiano saputo provvedere immediatamente alla definizione del caso con la relativa bonifica facendo passare ben sei anni. Altro aspetto inquietante è che il costo della bonifica ricada sul pubblico, ovvero sui cittadini e non sui responsabili, che a quanto pare non sono stati individuati, per far così applicare il principio europeo “chi inquina paga”. Dalla risposta all’interrogazione spero si possa comprendere quali misure di messa in sicurezza sono state adottate appena scoperta la presenza di rifiuti amianto, misure utili a evitare l’aerodispersione delle fibre e a tutelare la salute dei cittadini».
La presenza di amianto in una parte dei cumuli era stata accertata già nel 2010. E da allora Regione e Comune non hanno trovato il modo per fare una bonifica, lasciando i cumuli esattamente nel sito in cui si trovano attualmente. Tra l’altro della bonifica si è discusso proprio il 15 marzo scorso , in sede di conferenza dei servizi a Venezia, alla quale era presente anche una rappresentanza del Comune. Ora non è ancora chiaro cosa accadrà. Il piano di bonifica è in fase di discussione e il costo dell’operazione pare possa superare i 600 mila euro. Intanto sul sito i cumuli risultano coperti da teloni deteriorati in vari punti e quindi non più efficienti.
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