Bar Da Giangi contro il Comune Il titolare scrive a Mattarella

SALGAREDA. Il bar vuole chiudere più tardi per accontentare i suoi clienti, ma il Comune è categorico: serrande vanno abbassate entro le 22. È così che la diatriba tra il bar Da Giangi a Vigonovo di Salgareda e il Comune finisce sulla scrivania del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Proprio così, i gestori del locale Da Giangi hanno deciso di scrivere in via straordinaria alla più alta carica dello Stato per ottenere l’annullamento dell’ordinanza con cui il sindaco Andrea Favaretto a inizio marzo ha imposto la chiusura del locale entro e non oltre le 22, una limitazione accompagnata dalla multa (da 154 a 1.032 euro) che verrebbe inflitta al proprietario del bar nel caso in cui l’ordinanza venisse disattesa.
Visto che erano trascorsi i 60 giorni entro i quali il titolare poteva fare ricorso al Tar contro la limitazione imposta dal primo cittadino, al gestore non è rimasto altro da fare che appellarsi al Presidente Mattarella per ottenere orari di apertura più flessibili.
A seguire la vicenda legale per conto del popolare bar di viale Vittorio Veneto è l’avvocato opitergino Paolo Ferri che si sta prodigando per ottenere l’annullamento dell’ordinanza. Ma il sindaco Favaretto appare inflessibile: «Ci ha dato ragione anche l’Arpav, c’erano rumori che disturbavano il sonno dei residenti». Il primo cittadino non si sbilancia su quale sarà l’eventuale “verdetto” che uscirà dal Quirinale, ma tiene il punto: «Sopra al bar c’è un appartamento. Finché la situazione non viene risolta, l’ordinanza con la limitazione degli orari di apertura resta», assicura.
Sono stati proprio gli schiamazzi e le relative proteste dei residenti a far prendere al Comune la decisione di imporre la chiusura alle 22. La vicenda è ancora all’inizio del suo iter perché la risposta del Presidente della Repubblica potrebbe arrivare anche fra un anno e mezzo, tempi dunque non celeri. E, sotto il profilo tecnico, anche se il documento che conterrà la decisione finale sulla questione avrà in calce la firma del Capo dello Stato, la decisione verrà emessa sotto forma di decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero competente (in questo caso, il dicastero dello Sviluppo economico) e in seguito al parere vincolante e obbligatorio del Consiglio di Stato. Burocrazia a parte, per ora la lettera indirizzata a Mattarella resta in attesa di risposta, e le posizioni tra i gestori del Bar Da Giangi e il Comune restano più che mai distanti. —
Niccolò Budoia
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