Baby-squillo, cinquanta clienti adesso tremano

Da maggio giro in vorticosa escalation. La verità dalle telefonate. La Mobile: il sesso con i minori è diventato una piaga

 

«Massaggiatrice, 19anni, appuntamento solo dalle 17 alle 21». Eccolo l’annuncio choc che è riuscito ad attrarre l’attenzione di decine di uomini di ogni età. Due righe condite da poche foto, scatti amatoriali in cui la ragazzina appariva con il volto coperto e seminuda. Addosso solo la biancheria intima.

Tanto è bastato per scatenare la voglia di chi sapeva cosa avrebbe trovato al di là dei massaggi. Una dozzina i clienti che sono stati identificati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Treviso durante l’indagine sulla baby-prostituta, ma gli uomini che hanno frequentato quella camera da letto a Ponzano Veneto – in realtà – sono stati ben di più.

L’indagine della polizia si sta concentrando proprio su di loro. Secondo i primi accertamenti, da maggio ad oggi (ovvero dalla data in cui la sedicenne ha ammesso di aver fissato il primo appuntamento per prostituirsi, al blitz della polizia) sarebbero oltre una cinquantina gli uomini che l’hanno contattata. La Mobile sta cercando di risalire ad ognuno di loro attraverso i tabulati telefonici. Vuole capire quanti siano tornati più di una volta, e tra loro chi sapesse l’età della sedicenne.

Le telefonate, la prima volta, avevano quasi sempre la stessa dinamica: l’uomo chiamava per sapere cosa facesse la ragazza dell’annuncio. Lei rispondeva «preliminari coperti», ovvero petting, massaggi «erotici», rapporti sessuali di fatto non completi. Alcuni accettavano e fissavano l’incontro, altri no. «Voglio fare sesso» ha risposto più di un cliente, e qualcuno proprio dopo aver avuto un primo incontro erotico con la ragazzina.

La sedicenne non si prostituiva tutti i giorni. Da dicembre al blitz di tre giorni fa «fissava appuntamenti in modo non continuativo – spiegano gli investigatori – alle volte tre in un pomeriggio, altre nessuno». Un «andamento discontinuo» che a detta della Mobile, da maggio ad oggi, era andato infittendosi «quasi a dimostrare che la prostituzione della ragazza stava prendendo piede». Il tutto, sempre sotto la supervisione della madre che verificava i clienti e seguiva gli incassi. «Un vortice interrotto forse appena in tempo» ribadiscono in questura dove i reati a sfondo sessuale, anche con protagonisti e vittime dei minorenni, stanno diventando giorno dopo giorno un ambito di indagine drammaticamente prolifico.

Oggi la madre della baby prostituta, assistita dall’avvocato Fabio Crea, sarà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso per l’interrogatorio per rogatoria.

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