Auto rubata a Treviso, non si fermano all’alt: ladri catturati dopo l’inseguimento

Dopo il segnale di “stop”, l’auto non si è fermata ed è nato un inseguimento, durante il quale i poliziotti hanno inizialmente perso il controllo dell’auto in fuga per poi ritrovarla abbandonata in una strada secondaria. Dopo un breve inseguimento i due albanesi sono stati bloccati e portati in questura per essere fotosegnalati

Marco Filippi

Viaggiavano a bordo di una Opel Corsa bianca rubata quando, transitando lungo via Sant’Antonino, si sono imbattuti in una pattuglia della squadra volante che ha intimato l’alt. Alla vista dei poliziotti, l’autista ha accelerato, innescando così un inseguimento che si è concluso con la cattura delle persone che erano a bordo dell’Opel, due albanesi di 42 e 28 anni. Entrambi sono stati denunciati per ricettazione dell’auto rubata, resistenza a pubblico ufficiale per non essersi fermati all’alt e guida pericolosa.

Il fatto risale alla notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana quando una pattuglia della squadra volante si trovava in uno spiazzo, lungo via Sant’Antonino, in servizio di controllo. Ad un certo punto, è transitata un’Opel Corsa bianca a velocità sostenuta. Gli agenti a quel punto hanno fatto cenno all’autista di accostare ma, invece di fermarsi, l’autista ha accelerato, imboccando via Pasteur. Ne è nato, così, un inseguimento, durante il quale i poliziotti hanno perso il controllo visivo dell’auto in fuga. Ma nel corso della perlustrazione dell’area, gli agenti notavano che l’auto era stata abbandonata in una strada secondaria e poco più in là i due stranieri che tentavano di scappare tra i campi e le abitazioni.

Dopo un breve inseguimento i due albanesi sono stati bloccati e portati in questura per essere fotosegnalati. Dal controllo dell’Opel Corsa, gli agenti hanno capito il motivo della fuga.

L’auto risultava essere stata rubata ai primi di agosto quando i ladri erano entrati in una casa, nella zona del tribunale di viale Verdi, e, oltre ai gioielli, avevano preso anche le chiavi dell’auto con la quale poi se n’erano andati. I proprietari, in quel periodo in vacanza in Calabria, avevano fatto l’amara scoperta al rientro. Alla fine i due albanesi sono stati denunciati a piede libero per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e guida pericolosa.

Sul fronte dell’ordine e della sicurezza pubblica, il questore Alessandra Simone, in esecuzione del provvedimento di espulsione, ha disposto l’accompagnamento alla frontiera di un tunisino di 24 anni, con alle spalle numerosi precedenti penali per furti e rapine, commessi tra il 2020 e il 2023 in particolare nella zona del Montebellunese.

«Il ventiquattrenne - spiegano i vertici della questura di Treviso - dopo aver scontato per questi fatti un periodo di detenzione in carcere, è stato preso in carico dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione e, in esecuzione del provvedimento del questore, rimpatriato dalla frontiera aerea di Milano Malpensa».

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