Il patron della Salus Veneto Galletti preso a morsi e pestato dalla baby gang

A Mignagola di Carbonera Giovanni Galletti è stato picchiato da tre giovani, dopo che uno di loro aveva creato il caos nel punto vendita. In seguito lo stesso gruppo ha distrutto la vetrina del distributore automatico con una chiave inglese

Nel tondo Giovanni Galletti, titolare della tabaccheria e del centro di medicina Salus. Nella foto grande l'area dove è avvenuta l'aggressione
Nel tondo Giovanni Galletti, titolare della tabaccheria e del centro di medicina Salus. Nella foto grande l'area dove è avvenuta l'aggressione

È stato aggredito da tre minorenni che gli hanno teso un vero e proprio agguato, causandogli la frattura del naso, escoriazioni, un morso e tumefazioni al braccio. È quanto racconta Giovanni Galletti, titolare della tabaccheria all’interno del supermercato Eurospar in via Grande a Mignagola e del centro di medicina Salus Veneto, ricostruendo quanto accaduto lunedì pomeriggio, 27 aprile.

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Giovanni Galletti sul luogo dell'aggressione davanti al supermercato

L’inizio in mattinata

Nella mattinata, uno dei ragazzi, un 17enne del posto, si era già reso protagonista di momenti di tensione al centro medico dove avrebbe dovuto effettuare una visita: dopo una lunga attesa avrebbe perso la pazienza, rovesciando vasi e urlando.

Per quell’episodio erano stati chiamati i carabinieri che, conoscendo già il giovane, gli avrebbero consigliato di tornare a scusarsi con Galletti. Secondo la sua versione, tutto è avvenuto verso le 16 quando il ragazzo è tornato alla tabaccheria, ma all’ammonimento del titolare ha iniziato a insultarlo e a fare gestacci, allontanandosi.

All’esterno

Galletti lo avrebbe poi seguito fuori, dove – insieme ad altri due minorenni – sarebbe stato aggredito e colpito più volte, gli occhiali gettati a terra e pestati. Si tratta di un gruppo già noto in paese per episodi di disturbo, vandalismi e danneggiamenti che da settimane preoccupano i residenti.

Mentre il commerciante veniva soccorso e portato al pronto soccorso in ambulanza, alcuni ragazzi sarebbero rimasti all’esterno continuando a inveire. Ma la questione non era ancora chiusa: la tensione è proseguita anche il giorno successivo quando, intorno a mezzogiorno, un giovane in bicicletta – sempre legato al gruppo – ha lanciato una chiave inglese contro la vetrina del distributore automatico esterno al supermercato, mandandola in frantumi, colpendo anche un’auto con un sasso, inizialmente ritenuta di Galletti ma in realtà di una famiglia della zona. Come fosse una rappresaglia.

La madre del ragazzo

La famiglia del 17enne coinvolto è voluta intervenire sull’accaduto: «È un ragazzo impulsivo, con delle difficoltà che stiamo cercando di affrontare con l’aiuto di specialisti, ma non è il mostro che viene descritto. Quando sbaglia se ne rende conto e poi si mortifica, era tornato proprio per chiarire e chiedere scusa come gli era stato consigliato, ma la situazione è degenerata. Si è legato a compagnie sbagliate dalle quali fatica ad allontanarsi anche a causa delle sue problematiche: speriamo solo che riescano ad aiutarci», spiega la madre.

Il giovane ha riportato un occhio gonfio e diverse escoriazioni. La famiglia aggiunge che l’equivoco sull’auto avrebbe generato una nuova escalation: convinti della responsabilità del ragazzo, alcuni adulti avrebbero dato vita a una spedizione punitiva e il giovane, insieme al padre portatore di pacemaker, sarebbe stato aggredito finendo al pronto soccorso. Solo dopo la proprietaria dell’auto ha chiarito che la bicicletta vista allontanarsi non era quella del 17enne, ma di un altro ragazzo di 15 anni già seguito dai servizi sociali, ritenuto il leader della “banda”.

Entrambe le parti hanno sporto denuncia e saranno ora le indagini a chiarire la dinamica dei fatti. Nel frattempo, il 17enne e la sua famiglia sono stati convocati dai servizi sociali del Comune e dalla sindaca Federica Ortolan. 

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