Matteo da otto mesi sparito nel nulla, i familiari: «La Procura non archivi il suo caso»
La zia Lucilla lancia un appello per proseguire le ricerche di Matteo Vendramin, 32 anni di Conegliano, scomparso da Rua di Feletto il 7 ottobre dello scorso anno: «Non si tratta di un allontanamento volontario, Matteo era turbato e preoccupato»

Otto mesi e ancora nessuna traccia di Matteo Vendramin, che sembra letteralmente svanito nel nulla. Il trentaduenne coneglianese è scomparso da Rua di Feletto il 7 ottobre dello scorso anno.
«Non smettiamo di cercare Matteo» dice la zia Lucilla «otto mesi senza indizi, senza tracce, senza segnalazioni, senza avvistamenti, senza nulla. È come se Matteo si fosse dissolto nel nulla. Siamo devastati, viviamo in uno stato di angoscia profondo e persistente. Chiediamo che la Procura non chiuda il fascicolo e che si continui a cercare mio nipote. Ribadiamo con forza che non si tratta di un allontanamento volontario, Matteo era turbato e preoccupato».
E se fosse partito in un momento di crisi? Matteo è un giovane laureato in Scienze e tecnologie alimentari all’università di Udine, conseguendo poi la magistrale nell’ateneo di Parma e aveva poi concluso un successivo master in Food e Beverage, con una tesi sul caffè. Aveva poi trovato lavoro proprio in una torrefazione, un lavoro che lo soddisfaceva. Nei giorni precedenti la scomparsa aveva accusato un dolore forte alla schiena e all’addome. Aveva così effettuato una visita dal medico di base, che non aveva riscontrato nulla di particolare. Matteo era però poco convinto di quella diagnosi, era molto preoccupato per quella situazione.
Anche considerando che due anni e mezzo prima aveva perso il papà. Il giorno della scomparsa aveva chiesto un permesso al lavoro per effettuare un’ecografia. Quell’esame diagnostico però non l’ha mai fatto e si è invece diretto a Rua di Feletto. Alle 9.46 di quel 7 ottobre Matteo ha utilizzato il cellulare per consultare Google Maps.
L’ultima immagine è quella ripresa da una telecamera di videosorveglianza alle 12.26, sempre nel territorio di Rua Era spaventato da quell’esame medico, confuso, ed è partito verso chissà dove? Oppure è stato aggredito o sequestrato?.
«Giusto nei primi giorni ci sono state delle segnalazioni che si sono presto rivelate improbabili e sconclusionate» spiega zia Lucilla «poi il nulla più totale. Anche le ultime indagini, con i droni, nella zona di Rua di Feletto, non hanno portato a niente. Ma non molliamo e continuiamo a chiedere di continuare a cercare Matteo».
Ad aspettare Matteo non sono solo i famigliari, con mamma e sorella e appunto zia Lucilla che ne è diventata portavoce, ma anche una schiera di amici che continua a sperare di trovare Matteo. Nelle prime ore dopo la scomparsa il tam tam per la ricerca, gli annunci, gli appelli, i cartelli, le fotografie appese in giro per Conegliano e Rua di Feletto e non solo e pubblicate sul web, in particolare sui social, sono stati incessanti. Tutti vogliono riabbracciare Matteo, tutti lo aspettano.
«Purtroppo il caso di mio nipote non è neanche isolato, ci sono tantissimi scomparsi», conclude zia Lucilla, «per questo servirebbe un pool, una squadra altamente specializzata con all’interno figure che si occupano di aspetti diversi». La famiglia fa poi un appello a chiunque possa avere notizie dirette, indirette, possa aver visto e sentito qualcosa in merito alla scomparsa di Matteo, di chiamare il 112 o di contattare l’associazione Penelope Veneto al numero 388 1122653. La famiglia continua a sperare. Rua di Feletto non è una metropoli, qualcuno deve avere visto. E si attendono notizie, anche attraverso le indagini degli inquirenti.
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