Adescato da una miss in chat: all’appuntamento viene minacciato e rapinato
A Bassano il giovane trevigiano non ha trovato la ragazza contattata ma un bandito. Lo ha costretto a cedergli lo smartphone e a fare prelievi per suo conto

Attirato con il pretesto di un incontro romantico in un parco pubblico, viene minacciato e rapinato di smartphone e contanti. Vittima un ventisettenne trevigiano, residente in un Comune della fascia pedemontana, che il 22 novembre a Bassano è finito nella trappola di una coppia di rapinatori seriali, fratello diciottenne e sorella di 21 anni, già autori di colpi simili. I carabinieri li hanno arrestati venerdì scorso dopo una perquisizione domestica che ha permesso di ricollegarli ad altri assalti eseguiti sempre con lo stesso modus operandi, ovvero adescando i malcapitati su siti d’incontri.
I fratelli, entrambi residenti a Mussolente, si trovano ora in custodia cautelare in carcere, il diciottenne, e ai domiciliari la sorella, in attesa di essere processati per rapina aggravata in concorso. Altre due le vittime accertate dei rapinatori oltre al trevigiano: un ventiquattrenne di Colceresa (il colpo risale al 4 gennaio e non è andato a segno) e un ventinovenne bassanese che è stato picchiato e derubato dell’auto, ritrovata successivamente in un campo a San Zenone degli Ezzelini.
Vittime adescate online
Il primo approccio avveniva in una chat di incontri dove la ventunenne dava appuntamento ai malcapitati, lusingandoli con belle parole. I luoghi venivano concordati con il fratello incaricato di eseguire le rapine con il volto travisato e armato di coltello. È stato minacciato con un lama infatti il ventinovenne di Bassano caduto nella pericolosa trappola attorno alla mezzanotte di venerdì scorso.
Attirato al parco “Gino Pistorello” di Bassano, il giovane è stato sorpreso da una persona con il volto coperto da un passamontagna che impugnava con una mano un tirapugni e con l’altra un coltello. Colpito con un pugno in testa il giovane è stato costretto a consegnare il cellulare. Mentre fuggiva in cerca di aiuto il rapinatore ha approfittato per scappare con la sua auto parcheggiata vicino al parco con le chiavi nella toppa e poi ritrovata dai carabinieri a San Zenone.
Le indagini
Il ventinovenne è andato a sporgere denuncia la mattina stessa facendo scattare le indagini dei carabinieri di Bassano che già da tempo avevano sospetti sui fratelli misquilesi. Dopo una perquisizione a casa del diciottenne (in cui è stata trovata anche una serra per la marijuana) i militari hanno rilevato prove sufficienti per arrestare i fratelli e ricondurli non solo al colpo della notte precedente ma anche alla rapina al ventisettenne di fine novembre.
In quell’occasione il giovane è stato attirato al parco “Ragazzi del’99”, a Bassano, dove è stato sorpreso dal diciottenne che dopo essersi fatto consegnare l’I-phone sotto minaccia, ha costretto la vittima a prelevare e consegnargli 300 euro in contanti per poi allontanarsi. Solo nei giorni successivi il ragazzo trevigiano ha realizzato che dal suo conto corrente erano stati i prelevati ulteriori 250 euro utilizzando verosimilmente un’app sullo smartphone rubato. La refurtiva è stata consegnata ai legittimi proprietari.
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