A Treviso prescritto in appello un processo su due: protesta degli avvocati

Terminata ieri la settimana di astensione degli avvocati. Vianelli: «Pessima riforma che non accorcerà i tempi»
Un momento della manifestazione degli avvocati genovesi, che protestano contro la proposta di bloccare la prescrizione nei processi dopo il primo grado. A margine di un convegno organizzato dall'Ordine degli Avvocati sono partiti da Palazzo di Giustizia e hanno raggiunto la sede dell'Ordine indosssando la toga. Genova, 06 dicembre 2019. ANSA/LUCA ZENNARO
Un momento della manifestazione degli avvocati genovesi, che protestano contro la proposta di bloccare la prescrizione nei processi dopo il primo grado. A margine di un convegno organizzato dall'Ordine degli Avvocati sono partiti da Palazzo di Giustizia e hanno raggiunto la sede dell'Ordine indosssando la toga. Genova, 06 dicembre 2019. ANSA/LUCA ZENNARO

TREVISO. Un processo su due che arriva dal tribunale di Treviso alla corte di Appello di Venezia finisce in prescrizione durante la celebrazione del seconda grado di giudizio. «Ma si tratta», ha spiegato l’avvocato Federico Vianelli, presidente della Camera penale di Treviso, «dei reati meno gravi perché invece nelle fattispecie più serie i tempi di prescrizione sono molto lunghi se non proprio assenti.

La vera riforma dovrebbe prevedere un aumento degli organici dei magistrati per consentire uno svolgimento più rapido della fase dell’indagine e soprattutto una depenalizzazioni di molte delle fattispecie minori che oggi invece intasano le Procure».

Verità sulla riforma della prescrizione. Questo è quanto reclama l’Unione della Camere Penali Italiane dinnanzi all’indifferenza della politica e del nuovo governo all’appello, già formulato in occasione del Congresso di Taormina, di mettere mano alla riforma della prescrizione che entrerà in vigore a settimane. L’astensione dall’attività penale è stata proclamata quindi dal 2 al 6 dicembre, con la consueta raccomandazione di attenersi al codice di autoregolamentazione.

Per la Camera penale trevigiana, che ieri ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le proprie posizioni, l’eliminazione della prescrizione «è una pessima riforma, che ascolta la pancia e non inciderà sul nodo giustizia. Anzi le cose peggioreranno», ha aggiunto Vianelli.

«E forze che compongono la maggioranza di Governo sono rimaste estranee alla nostra interlocuzione, non ritenendo di dover rispondere con posizioni precise agli appelli per l’abrogazione di una norma di sicura ispirazione autoritaria», si legge in una nota delle Camere Penali, «il ministro della Giustizia ha inteso ribadire che il tema della prescrizione non è tra le priorità del Governo e della sua azione, nonostante che egli, pure al tempo sostenuto da una diversa maggioranza politica, avesse rappresentato quantomeno la necessità di accompagnare l’operatività della nuova disciplina della prescrizione con una riforma del processo penale finalizzata a ridurne i tempi morti e ad individuare meccanismi per limitare il numero dei dibattimenti.

L’assenza di un qualsiasi segnale da parte delle forze politiche, che fino ad oggi hanno inteso ignorare la richiesta di bloccare la nuova norma sulla prescrizione, nell’ormai imminente approssimarsi della data del 1 gennaio 2020, impone all’Avvocatura penale di continuare nella protesta e nella denuncia presso l’opinione pubblica per chiarire la reale portata della riforma che, per come concepita, renderà il processo penale senza fine». 
 

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