Jazz & food Ca’ Sugana rilancia: nel 2015 il bis

Promossa la manifestazione di musica e cucina in piazza «Treviso internazionale». Circa 2000 presenze.  I ristoratori: sì ai grandi eventi
ZAGO TREVISO TREVISO STREET FOOD &JAZZ, IN FOTO PIAZZA SAN VITO
ZAGO TREVISO TREVISO STREET FOOD &JAZZ, IN FOTO PIAZZA SAN VITO

Il binomio cibo e musica vince. Più di duemila visitatori hanno partecipato a “Treviso Street Food & Jazz”, la due giorni di concerti e cicchetti che ieri e sabato ha animato piazze e angoli del capoluogo. La manifestazione, concepita per celebrare l'International Jazz Day ha segnato, di fatto, «l'entrata di Treviso in un circuito internazionale del jazz» come ha voluto sottolineare il sindaco Giovanni Manildo «si tratta di una conquista importante per la nostra città che, sotto il profilo artistico e culturale si schiera accanto a capitali come Londra e Parigi».

L’esperienza è piaciuta tanto che già si punta a replicare il format. «La creazione di grandi eventi capaci di richiamare a Treviso nuovi turisti e spettatori» segue il sindaco, «rappresenta uno degli obiettivi strategici del nostro programma di mandato». L’accordo pare ci sia già. «La manifestazione ha tutte le potenzialità per diventare un landmark della città di Treviso in grado di animare le piazze» ha confermato Francesco Schiavinato, organizzatore insieme a Silvia Locatelli dell'evento. Parola d'ordine, per tutti: far rivivere il centro, sfruttando un grande evento e agganciandolo a delle proposte collaterali, come è stato per questa edizione che si è contraddistinta per il prestigioso concerto di Kenny Barron & Dave Holland, un contributo musicale di spessore che ha inaugurato un ricco calendario di concerti.

Ad esibirsi tra piazza Borsa, Loggia dei Cavalieri, Quartiere Latino e piazza San Vito: Off Brodway, Carollo Bertazzo Sextet, Trio Blue Note, Jazz Band, Bortolanza & Friends, Steffani Big Band e Blues Note Ensemble. Il bilancio? «Nonostante il tempo incerto le piazze erano tutte affollate, la gente ha apprezzato l'idea, ora bisogna fare un percorso di stabilizzazione» ha evidenziato l'assessore Luciano Franchin «La Loggia era piena, il Quartiere Latino si è riempito. Anche piazza San Vito ha visto una buona affluenza, approfittando, grazie al parroco del Duomo, del porticato della chiesa dove gli artisti si sono riparati per suonare nonostante la pioggia».

Soddisfatti del risultato, anche i ristoratori e gli albergatori che hanno accompagnato la musica con piatti e assaggi. Anche per loro l'auspicio è che “Treviso Street Food & Jazz” diventi un appuntamento fisso. «Treviso ha bisogno di organizzare con frequenza eventi come questo , capaci di attrarre persone da fuori territorio» spiega Tiziano Simonato, direttore del Bhr Treviso hotel «il jazz, insieme al Mode Design e a una grande mostra, potrebbe creare opportunità interessanti per qualche pernottamento in più. Così facendo credo si riuscirebbero a ottenere i numeri di presenze che c'erano prima del 2010». L’obiettivo è dimenticare la crisi.

«Oggi siamo intorno al milione trecento mila» dice Simonato, «strutturando un buon calendario si potrebbe toccare la cifra di 4 anni fa: un milione settecento mila arrivi».

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