Sedotto e ricattato nella chat erotica

Operaio ripreso nudo su skype da una spogliarellista che lo minaccia: «Dammi mille euro». Il video finisce su Youtube
Di Marco Filippi

Prima sedotto e poi ricattato. Le insidie delle rete sono sempre in agguato. Curiosa quella capitata ad un operaio trevigiano di 30 anni che è stato convinto da un’avvenente ragazza, di origini sudamericane, conosciuta in internet di mettersi a nudo davanti alla webcam di Skype. A sua insaputa, però, l’improvvisato spogliarello davanti alla telecamerina collegata al computer è stato registrato dalla ragazza. Che poi lo ha ricattato: «Dammi mille euro oppure le tue immagini finiscono sul web». E per dimostrare che non stava scherzando e che effettivamente aveva registrato l'incontro, gli ha inviato un link su Youtube, dove aveva postato quel video. All’uomo non è rimasto altro che presentarsi dalla polizia giudiziaria per denunciare il fatto, innescando così un’inchiesta per tentata estorsione.

Altri casi simili sono stati denunciati in diverse province d’Italia. Si tratta di una rete di truffatori-estorsori, che hanno le loro sedi operative nei paesi esteri: in genere Filippine, Marocco e Sudamerica. Il sistema è più o meno lo stesso. Tutto ha inizio con una richiesta di amicizia da parte di una donna bella e disinibita che, saltando i convenevoli, passa subito al sodo invitando la sua preda ad approfondire la conoscenza prevalentemente sulla videochat di Facebook, oppure su Skype, dove in diretta o attraverso filmati pre-registrati si fa ammirare in tutto il suo splendore mettendo a nudo il proprio corpo, per poi avanzare una proposta inequivocabile. «Dai, spogliati anche tu, fammi vedere come sei fatto», è il suo invito, al quale in genere ne segue un secondo ancora più spinto: «E adesso levati tutto, toccati». La vittima in balìa dell’avvenente provocatrice ne segue pedissequamente le indicazioni. Peccato che il momento magico duri solo pochi minuti, il lasso di tempo per compiere filmare l’ignaro utente. Alla fine il riquadro della webcam diventa improvvisamente nero per poi iniziare a trasmettere la registrazione di quanto appena successo con l'invito a pagare una certa somma per evitare che il video venga diffuso a tutti gli amici di Facebook o postato su Youtube. Da quel momento inizia un ricatto senza fine. L’incubo degli ignari porno-utenti.

Seppur ingenuo nel cadere nel tranello, all’operaio trevigiano è andata meglio perché non ha voluto pagare i mille euro ed ha presentato subito denuncia alle forze dell’ordine. Il fatto risale ad una settimana fa quando, poco dopo l’una di notte, l’uomo si collega su skype, in un particolare profilo, con un’avvenente ragazza mora di circa 30 anni, vestita con soli slip e reggiseno. La donna improvvisa un sexy-balletto durante il quale si toglie i pochi indumenti che la ricoprono. Dopo averlo “cotto” a puntino, la ragazza inizia a coinvolgere il trentenne convincendolo prima a spogliarsi e poi a compiere, davanti a lei, atti di autoerotismo. Cosa che il trevigiano, in balìa della bellezza conosciuta sul web, esegue. Il punto è che, alla fine, la donna passa dal sesso virtuale all’estorsione con una semplicità degna di un’attrice consumata: «O mi dai mille euro oppure posto il video su Youtube».

Cosa che immediatamente fa, accompagnando il video con una nota: «L. si masturba accanto ad una bambina e non si vergogna». Il trevigiano, nonostante la brutta sorpresa, trova la forza per rifiutarsi di pagare: «O togli il video oppure ti denuncio». Il video non viene tolto e l’uomo all’indomani si reca in questura per denunciarla. Nel frattempo, attraverso Youtube, il video compromettente viene rimosso. Ora l’inchiesta per risalire alla banda delle sexy-ricattatrici.

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