La Restera perde i pezzi Ai burci ancora transenne

La passerella dei burci è malata. È uno dei tratti più suggestivi della passeggiata lungo il Sile dal Put, dove nasce la Restera, a Casier. Itinerario prediletto di famiglie, podisti, ciclisti (ma lì bisogna scendere), pensionati, fan del nordic walking, coppiette. E cani di mille taglie. Non solo nei weekend. Preoccupa la tenuta strutturale della passerella, specie in alcuni punti, da mesi transennati. Di fatto si circola, per usare un’immagine stradale, a senso unico alternato.
E adesso l’ente parco prende carta e penna e scrive ai comuni di Silea e Casier, chiedendo di cancellare la passerella dal percorso dalla imminente «corsa dea britoea» di Dosson, uno dei più tradizionali appuntamenti podistici del calendario triveneto, organizzato il 22 settembre dall’«Asd Britoea» di Lughignano. Le passerelle costituivano uno dei passaggi più spettacolari del percorso di 21 chilometri, con almeno 2 mila partecipanti: in attesa della decisione definitiva, la società organizzatrice, presieduta da Mario Trezzi, ha studiato un percorso alternativo. «Una decisione che abbiamo preso a titolo precauzionale, per garantire la sicurezza di tutti», spiega il presidente del parco del Sile, Nicola Torresan, in quota Lega, «voglio essere chiaro: sulle passerelle si può transitare, ma una competizione podistica avrebbe visto il passaggio contestuale di molti atleti nello stesso momento, è preferibile non sovraccaricare i punti critici».
Tutto nasce dal recente sopralluogo del comune di Casier ed ente Parco: con Torresan in barca, quel giorno, c’erano l’assessore ai lavori pubblici di Casier, Miriam Giuriati e la consulente del parco, la conservatrice Michela Ongaretto. Il guaio è che non ci sono soldi, allo stato, per intervenire. Non li hanno i comuni rivieraschi, stremati dai tagli. Nè l’ente parco, che per il Greenway, la pista ciclabile dalla sorgenti al mare, attende i finanziamenti Ue. Torresan non si nasconde: «Risorse non ce ne sono, noi e i comuni siamo all’asciutto. Confidiamo nella Regione e nel futuro appalto dei lavori per la Greenway: con il ribasso potremmo trovare i margini finanziari per poter intervenire».
Ma a monte spunta un’altra questione: la titolarità delle passerelle dei burci. Realizzate da Fondazione Cassamarca nell’ambito dei diversi progetti lungo il fiume (oasi Cervara, mulini Mandelli poi tramontati, Ca’ Tron ora venduta, via Annia) erano state date in concessione all’Ente parco, con l’accordo dei comuni rivieraschi . Ma la concessione - da mesi - è scaduta. Povere passerelle: malate e senza un padrone, quando sono memoria vivente di una civiltà fluviale e di un passato non così remoto. I «burci» semiaffondati sono oggi i compagni di passeggiata di migliaia e migliaia di trevigiani.
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