In 3000 alla “prima” di Favaro l’ipotesi: adunata estesa nel 2017

Poco meno di 3 mila alpini delle sezioni Ana di Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene hanno partecipato al raduno triveneto di ieri a Schio. Una giornata di festa, con la prima uscita pubblica del neopresidente nazionale, Sebastiano Favaro, di Possagno. Ma anche l’occasione per dirsi, tra i vari presidenti sezionali, che la Marca rischia di perdere l’adunata nazionale in occasione del primo centenario dalla conclusione della grande guerra del ’15-’18.Ieri, infatti, si è materializzata anche la candidatura di Vicenza per il 2016 che potrebbe scompaginare non poco le previsioni del calendario alpino.
L’anno prossimo infatti gli alpini sfileranno a Pordenone, per l’anno successivo si è fatta avanti Udine insieme ad Asti, a seguire Vicenza, poi Treviso nel 2017, Vittorio Veneto e Trento nel 2018. Tanto, troppo Veneto, e a quanto è trapelato Trento avrebbe sostanzialmente ipotecato l’anno del centenario. La Marca riuscirà almeno a strappare il 2017? Ma chi, Treviso o Vittorio Veneto? Ecco il punto.
Raffaele Panno, presidente dell’Ana di Treviso, ha assicurato ieri ad Angelo Biz, presidente dell’Ana di Vittorio Veneto, che nei prossimi giorni ci sarà una riunione dei dirigenti delle quattro sezioni per cercare un accordo. Biz ha rilanciato ieri a Panno la proposta che la sfilata della domenica si tenga nella città della vittoria, Vittorio Veneto appunto, mentre gli altri tre giorni siano distribuiti fra Treviso e Conegliano, oltre che sul Piave. Le penne nere trevigiane hanno marciato per le vie di Schio pensando anche a questa contrapposizione. Ieri, per la verità, non c’era l’ex sindaco Giancarlo Gentilini che alla recente adunata nazionale di Piacenza si era speso contro Vittorio Veneto. Cera, invece, il presidente nazionale Favaro che, però, non ha voluto però entrare nel merito delle polemiche. Favaro, piuttosto, ha detto della sua «grande emozione» nel partecipare al primo raduno da 2comandante”, ha sottolineato la «serenità e la freschezza» dell’appuntamento, osservando che dagli alpini, impegnati ogni giorno di più in piccole e grandi opere di solidarietà, «gli italiani possono ricavare segnali di fiducia: per rimboccarsi anche loro le maniche e mettersi al lavoro sotto il segno dei grandi valori di queste terre e delle loro genti».
Vittorio veneto, fra l’altro, si è materializzato anche con la sezione salmerie: 4 muli che hanno dato il “benservito” ai 50 mila presenti, facendo i loro bisogni davanti alla tribuna delle autorità.
Francesco Dal Mas
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








