Sfrattata una famiglia con cinque bambini Municipio occupato

Chiarano, ieri i senegalesi hanno chiesto aiuto in Comune Il sindaco cerca una soluzione e chiama l’Ater e il Prefetto
Di Giuseppina Piovesana

CHIARANO. Famiglia senegalese sfrattata, con cinque figli minorenni, “occupa” l’atrio del municipio. Ieri mattina tutti i componenti della famiglia erano in municipio per chiedere al sindaco una casa. Il sindaco Gianpaolo Vallardi afferma: «Ho le mani legate e delle perplessità, aspetti che non mi tornano: come hanno fatto a sfrattare una famiglia dove ci sono dei minori? Di solito questo non si fa». Il fatto è che la famiglia senegalese, che risiede nel comune di Chiarano da anni e che ha i bambini che frequentano regolarmente le scuole, da ieri mattina è in strada. Ieri mattina sono stati in municipio. Quindi hanno deciso di andare in un albergo. Fino a lunedì, quando torneranno a sistemarsi nell’atrio del municipio. «Lunedì dovrei dare loro una casa», spiega il sindaco, «ho chiesto all’Ater, perché a Chiarano abbiamo due appartamenti per le emergenze abitative. Ma sono case di due stanze, non idonee: come faccio a metterci sette persone? L’Ater non mi ha dato risposte. Ho chiamato la Prefettura chiedendo lumi sull’attività del capo famiglia che eserciterebbe lavoro di money transfert per conoscere le oggettive condizioni economiche della famiglia, che oggi risulta con un reddito Isee bassissimo. Non ho avuto risposte. Non capisco, in queste condizioni familiari, come abbiano fatto a sfrattarli. Non capisco se si tratti di sfratto concordato. Fatto sta che la famiglia aveva già fatto i bagagli e che quando sono arrivati i carabinieri, era fuori casa». Anzi in municipio, dove è stata condotta una trattativa di oltre tre ore e dove i senegalesi contano di tornare lunedì mattina. «È una situazione paradossale», prosegue il sindaco, «nessuna autorità mi dà risposte. Il Comune ha già fatto la sua parte per aiutarli pagando le rette delle mense ai bambini e quelle del trasporto scolastico. Ora però devono intervenire l’Ater e la Prefettura per dare risposte, insieme a quanto può fare il Comune». I bambini hanno frequentato le scuole a Chiarano e sono sempre stati ben inseriti nel gruppo dei coetanei.

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