Per Geremia anche truffa alle assicurazioni

L’omicida di Eliseo David patteggia 6 mesi, la moglie Adriana Volpe è stata rinviata a giudizio
Di Fabio Poloni
Tome treviso processo gennaro geremia omicidio eliseo david
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CONEGLIANO. Il suo nome è legato a un omicidio, quello di Eliseo David, l’anziano trucidato da due sicari pagati dalla moglie a Campolongo. Per quel delitto, Gennaro Geremia è in carcere, condannato all’ergastolo. La giustizia, però, continua a presentargli il conto per altri delitti commessi in precedenza: ieri Geremia ha patteggiato una pena di sei mesi per una truffa ai danni di una compagnia assicurativa. Imputata assieme a lui c’è anche la moglie: la donna ha scelto la strada del dibattimento processuale.

Dopo essere stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Eliseo David, il settantaduenne narcotizzato e ucciso nella sua casa di via Delle Acacie la notte tra il 15 e il 16 settembre 2010, Gennaro Geremia ha patteggiato altri sei mesi di reclusione. Il cinquantenne di Visnà di Vazzola, origini napoletane era finito alla sbarra assieme alla moglie Annamaria Volpe (che affronterà il dibattimento e tornerà in aula a gennaio) per rispondere dell’accusa di truffa. Stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, i due coniugi avrebbero messo in atto un raggiro di quasi 20 mila euro ai danni della compagnia assicurativa “Valpiave” di San Polo di Piave. Secondo le accuse i due, falsificando i libretti di circolazione di 20 tra auto e moto e stipulando altrettante polizze assicurative, avrebbero simulato un numero non meglio precisato di incidenti stradali di media entità (circa mille euro di danni a sinistro) allo scopo di incassare il rimborso erogato direttamente dalla compagnia. Una condotta che sarebbe andata avanti per un mese, dal 26 marzo al 22 aprile del 2009.

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