Farmacia in vendita Lega spaccata minoranze contro
MONTEBELLUNA. Battaglia sulla vendita della farmacia centrale ieri mattina in consiglio comunale. Si trattava di approvare la perizia di stima (un milione e 950mila euro), primo passo per la messa all'asta. I motivi li aveva illustrati ampiamente nei giorni precedenti il sindaco Marzio Favero: servono soldi per intervenire nella manutenzione di strade e scuole. Ma non ha convinto le opposizioni, che hanno contestato il fatto che oggi sia possibile ricavare una cifra del genere. «Facendo una media degli utili degli ultimi 5 anni si ottiene un valore tra i 170 mila e i 180 mila euro», ha detto Nicoletta Menegon, di Montebelluna Nuova, «Aggiungiamo il valore della posizione, la tradizione, la professionalità di chi vi lavora e si può azzardare una cifra attorno agli 800 mila euro, ben lontana da quella che la giunta vuole ottenere, insomma una cifra sufficiente a fare una rotonda, non di più». E allora ecco la proposta di tenere la farmacia e piuttosto di ampliarla per renderla più redditizia aggiungendo altri servizi come suggeriva la Mo.Ser., la società a completa partecipazione del Comune che la gestisce. Sulla stessa linea pure la leghista Barbara Baratto, che si è poi astenuta. Ma di tutt'altro parere il resto della maggioranza, con il capogruppo leghista che non la vedeva certo come un servizio essenziale del Comune. «Il nostro compito è di pensare soprattutto a erogare i servizi sociali», ha dichiarato Michele Toaldo, «non a gestire una farmacia». Giallo poi su un’affermazione del Pd Piero Dal Zotto relativa a canoni gonfiati per la gestione della farmacia con la precedente amministrazione: Benedetto Pinto del gruppo Bellona lo ha invitato ad andare a segnalarlo alla Procura. Probabile che domani il sindaco faccia una verifica con gli uffici . (e.f.)
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