100 km in bici, muore nel fiume

CESSALTO. Ha fatto 99 chilometri, probabilmente in bici, forse confuso o annebbiato dalla malattia. Poi è stato inghiottito dalle acque del Piavon, a Cessalto. È lì che ha perso la vita, forse già giovedì notte, Giuseppe Bonaldo, 71 anni, padre di due figli, che da giorni stavano cercando disperatamente sue notizie.
A trovare il corpo sono stati i vigili dle fuoco di Treviso, i sommozzatori di Venezia e i carabinieri di zona dopo tre giorni di controlli a tappeto in tutta l’area. A far scattare le ricerche una donna, residente a pochi passi dal fiume, che la settimana scorsa, in piena notte, aveva sentito delle grida provenire dal letto dle fiume. Da lì la denuncia, i primi controlli dei carabinieri, l’allerta ai vigili del fuoco e una attività di verifica che nelle prime ore sembrava aver scongiurato ogni tragedia.
A far precipitare la situazione, facendo pensare al peggio, il ritrovamento, avvenuto sabato, di una bicicletta da uomo gialla nei pressi degli argini del fiume. Una bici in tutto e per tutto simile a quella presente nella denuncia fatta giovedì pomeriggio dai figli di Bonaldo ai carabinieri di Cittadella. Ed è stato proprio uno dei due figli, contattato dai carabinieri di Treviso, a riconoscere il telaio usato dal padre.
Ora dopo ora, quindi, le ricerche si sono fatte più drammatiche fino a ieri mattina, quando il nucleo sommozzatori di Venezia e i pompieri di Treviso, mentre pattugliavano il fondo di un Piavon meno torbido dei giorni scorsi, servendosi anche di un gommone, hanno notato la giacca grigia dell’uomo apparire dal fondo. Ad assistere al recupero del corpo i carabinieri, cui è spettato il triste compito di contattare i familiari per i riconoscimento della salma.
Tutta da chiarire la dinamica dell’accaduto. A partire da quei 99 chilometri percorsi fino a quanto successo sull’argine del fiume, da cui il 71ene sarebbe precipitato in acqua ancora cosciente e vigile, stando almeno alla testimonianza della donna che ha dato l’allarme dicendo di aver sentito «grida nel buio che provenivano dal fiume».Sulla bicicletta non sono state trovate tracce di incidente. Era appoggiata sull’argine, intatta, pochi metri distante il fiume. E lo stesso corpo dell’anziano non sembra riportasse segni che lasciassero supporre colluttazioni o lesioni. Tutto lascia supporre che la sua morte sia stata causata da una tragica fatalità, magari una pausa per riposare dopo tanta fatica e disorientamento, finita con un malore o la perdita di equilibrio che hanno fatto precipitare l’anziano nell’acqua.
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