«Bimba rapita al Conè» ma è un falso allarme

CONEGLIANO. Allarme in città dopo le voci di un presunto tentativo di rapimento di una bimba al centro commerciale Conè a opera di due nomadi. Alla piccola, secondo i racconti, sarebbero stati...
Borin Conegliano inaugurazione nuovo ipermercato Conè Borin Conegliano inaugurazione nuovo ipermercato Conè
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CONEGLIANO. Allarme in città dopo le voci di un presunto tentativo di rapimento di una bimba al centro commerciale Conè a opera di due nomadi. Alla piccola, secondo i racconti, sarebbero stati tagliati i capelli e sarebbe stata truccata per renderla irriconoscibile. Un tentativo però fallito. La psicosi ha finito per contagiare anche Facebook, con post allarmati. Ma, secondo le verifiche fatte, si tratterebbe in realtà di una bufala. Alle forze dell’ordine non risultano segnalazioni e la stessa direzione del Conè smentisce categoricamente il fatto. La vicenda, è finita di bocca in bocca e sui social network con tanto di dettagli: sui capelli tagliati e sul trucco applicato alla bambina per non farla identificare. Un passaparola tanto rapido da spingere molti a chiedere verifiche sul caso. A intervenire in merito era stata anche la consigliera di Fratelli d’Italia Marina Buffoni, da sempre attenta a temi come la tutela delle donne e dei minori. Ieri Buffoni, con un post su Facebook dedicato alla vicenda, ha chiesto più sicurezza. «Siano intensificati i controlli!», ha scritto il consigliere di Fratelli d’Italia sulla sua pagina del social network riferendosi al fatto, risultato poi infondato. Tanto infondato che lo stesso post è stato cancellato. L’allarme diffuso in città nei giorni scorsi ha contagiato anche gli ambienti di lavoro, in cui si è parlato abbondantemente della vicenda. A quanto pare il tutto avrebbe avuto origine da una simile ondata di panico giunta dal Pordenonese, anche in quel caso però non risulterebbero riscontri. Questo è quanto è dato sapere al momento. Le forze dell’ordine sono a completa disposizione per effettuare tutte le indagini del caso, qualora vi fossero testimonianze attendibili o segnalazioni. Al momento però il tutto sembra risolversi in quella che si definisce una leggenda metropolitana, rimbalzata più rapidamente grazie al web. La stessa direzione del Conè ha avviato delle veridiche interne per poi smentire con fermezza che il fatto possa essere realmente avvenuto. (r.z.)

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