Guerra sull’adunata alpina Biz: «Treviso ci scippa»

Ottocento penne nere in partenza dalla Marca per il raduno di Piacenza E le sezioni si dividono sull’anniversario del 2018. Vittorio: «Spetta a noi»
Di Francesco Dal Mas

VITTORIO VENETO. Via, ieri, all’adunata degli alpini a Piacenza, con i primi “veci” e “bocia” di Vittorio Veneto che hanno piantato le tende nella città lombarda. Oggi giungeranno anche i muli del reparto Salmerie, che sfileranno domenica. Ma subito scoppia la polemica. «Treviso ci vuole scippare l’adunata del centenario, quella del 2018» è l’allarme lanciato dall’avanguardia Ana, ieri prima della partenza. «Devo ammettere, è tutto vero» conferma Angelo Biz, presidente della sezione Ana di Vittorio Veneto, che a Piacenza porterà 800 dei suoi, 1500 con familiari e amici. In provincia ci sono 4 sezioni – Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene – e fino a qualche mese fa c’era l’idea di confezionare la proposta dell’adunata del Piave per i primi 100 anni della conclusione della Grande Guerra. Appuntamento, dunque, per il 2018. Tutti d’accordo, quindi; anche i sindaci del territorio, nonché la Regione, con il presidente Luca Zaia al quale era stata chiesta la disponibilità di un contributo (il costo di un raduno alpino è di 2 milioni). «Ci eravamo illusi di potercela fare, invece» ricorda Biz «la sezione di Treviso ha deciso, inopinatamente, di candidarsi per il 2017, regalandoci, bontà loro, l’opportunità di organizzarci per il 2018. Va a finire che l’adunata non la vedremo né noi né loro». Per il 2018, infatti, è già scesa in campo una candidatura forte, quella di Trento. L’anno prossimo gli alpini saranno a Pordenone, nel 2015 li vorrebbe Udine, ma anche l’Aquila; andrà a finire che sarà Asti ad ospitarli. Udine, quindi, potrebbe rientrare in gioco nel 2016 o 2017. Spazio per Vittorio Veneto o Treviso non ce ne sarà. A meno che le trame che i presidenti delle sezioni riusciranno a intrecciare nei giorni piacentini non trovino un esito positivo. Secondo il progetto del vittoriese Biz, il raduno del 2018 – «attenzione, la guerra si è conclusa in riva al Meschio non in riva al Sile» – si sarebbe potuto articolare tra il giovedì a Treviso, il venerdì sul Piave, il sabato a Conegliano,la domenica a Vittorio Veneto, con le penne nere a sfilare tra la circonvallazione e viale della Vittoria. «Problemi logistici non ce ne sarebbero stati» puntualizza il presidente Biz e per i 400 mila tra alpini ed amici in arrivo nella Marca ci sarebbero state a disposizione tutte le possibili forme di accoglienza, dalla montagna al mare. Biz partirà questa mattina per Piacenza e ammette di portare con sé la consapevolezza che i rapporti fra le sezioni della sinistra Piave e quella della destra del fiume sacro non siano più ricomponibili.

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