I politici per Denise: «Stop alle armi»

Lega e Gruppo Bellona pronti a chiedere provvedimenti restrittivi al Governo, l’opposizione appoggia la proposta
Di Enzo Favero

MONTEBELLUNA. In settimana sarà predisposto l'ordine del giorno con cui il consiglio comunale di Montebelluna chiederà al governo di introdurre limitazioni e riduzioni nell'uso delle armi. È stato deciso l'altra sera, nel corso di un incontro tra la giunta e la maggioranza consiliare, ossia Lega Nord e Gruppo Bellona. Su di esso dovrebbe esserci l'accordo anche delle minoranze. Il sindaco Marzio Favero ne ha infatti accennato a Lucio De Bortoli, di Montebelluna Nuova, che ha assicurato il suo appoggio e ha dato quasi per certo anche quello degli altri consiglieri di minoranza.

È la reazione istituzionale al tragico fatto accaduto il 16 aprile nel parcheggio interrato dell'Interspar, dove il trentasettenne Matteo Rossi ha ucciso con un colpo di pistola la sua ex, Denise Morello, di soli 23 anni, e poi si è sparato in testa.

«Il gruppo di maggioranza ha risposto affermativamente alla mia proposta e nei prossimi giorni prepareremo un ordine del giorno per la riduzione e la limitazione nell'uso delle armi», riferisce il sindaco Marzio Favero, «Procederemo prima con delle verifiche sulla normativa in modo da poter fare una proposta che incida sui meccanismi di autorizzazione al porto d'armi. Quindi consegneremo l'ordine del giorno ai nostri parlamentari perché se ne facciano carico a Roma. Ho accennato a questa iniziativa anche con Lucio De Bortoli e mi ha assicurato la sua condivisione e quasi certamente anche degli altri consiglieri di opposizione».

Quindi il consiglio comunale di Montebelluna si schiererà contro il proliferare delle armi, con un ordine del giorno che proponga restrizioni nella concessione del porto d'armi.

«Siamo consapevoli che certe tragedie possano verificarsi anche se non ci sono armi», aggiunge il sindaco di Montebelluna, «ma certamente il possesso di un'arma può produrre un atteggiamento psicologico più propenso all'atto violento». Matteo Rossi si era procurato il porto d'armi a marzo e aveva acquistato la Beretta 45 una ventina di giorni prima di mettere in atto l'omicidio-suicidio.

Contemporaneamente il sindaco intende dare seguito alla richiesta della famiglia di ricordare in qualche modo Denise. «Ho accennato alla maggioranza della richiesta della famiglia di Denise di ricordala», dice il sindaco Marzio Favero, «Come farlo lo decideremo in settimana. Ci sono delle restrizioni in materia e quindi dovremo capire prima cosa è possibile fare per ricordare Denise, cosa poter dedicare alla ragazza. Qualcosa faremo di sicuro, vorremmo fosse qualcosa di duraturo nel tempo e per questo approfondiremo cosa dice la normativa a proposito delle intitolazioni».

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