«Vendramin è invalido» La perizia salva il ballerino

A processo per truffa all’Inps: intascava la pensione ma si scatenava in pista. L’esperto nominato dal giudice: inabilità all’85%
Di Fabio Poloni

Falso invalido? No, invalido per davvero, all’85%. Parola di perito nominato dal giudice. Claudio Vendramin è accusato di aver truffato l’Inps: nonostante abbia percepito per nove anni la pensione d’invalidità, è stato sorpreso mentre andava a ballare salsa e merengue tre volte la settimana. Ieri il copo di scena: il professor Gianni Barbuti, il perito nominato dal giudice Marco Biagetti, nella sua relazione ha stabilito che Claudio Vendramin ha una «inabilità deambulatoria» dell’85% dovuta alla mielopatia di cui è affetto. Il perito ha inoltre sottolineato in aula che la malattia non può essere oggetto di simulazione ed è stata accertata strumentalmente, per cui non soggetta a errori. In altre parole gli esiti della perizia super partes hanno dato ragione alla difesa dell’uomo, rappresentata dagli avvocati Roberto Campion e Alessandro Corsi.

Il procedimento penale a carico di Vendramin è stato rinviato al prossimo 20 marzo, giorno in cui verrà pronunciata la sentenza.

L’ex operaio, 59 anni, residente a Ponzano, è accusato di truffa ai danni dell’Inps per aver percepito dal 2002 al 2010 una pensione di invalidità, con tanto di accompagnatoria, per un totale di 165 mila euro. I fotogrammi che immortalano in pista da ballo sembrano però raccontare tutt’altra verità. L’uomo, ancora in udienza preliminare, aveva però affermato di esser stato “miracolato” dal cortisone che assume regolarmente dal 2007, che gli avrebbe permesso, pur colpito da una grave tetraparesi agli arti inferiori, di camminare e addirittura di ballare.

L’ipotesi della Procura, nonostante i risultati della perizia, per il momento rimane la stessa: Vendramin avrebbe barato ai controlli medici della commissione sanitaria e inscenato in paese la sua finta malattia che gli ha fatto guadagnare oltre duemila euro al mese per nove anni. La polizia giudiziaria aveva messo i sigilli (poi rimossi) alla casa di Vendramin (valore stimato: circa duecentomila euro), all’automobile e al conto corrente. A smascherarlo fu la moglie che, assoldato un investigatore privato, stava cercando le prove per imbastire una causa di separazione. L’Inps si è costituito parte civile per il processo.

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