Il CocoFungo cambia rotta e si gemella con l’Europa

I padri del CocoFungo, la rassegna gastronomica che 36 anni fa fu ideata da Giuseppe Maffioli e Fernando Raris, passano la mano ai figli. Le cene dell’autunno 2012 segnano uno spartiacque tra passato e futuro. Per la prima volta nelle cucine dei sei ristoranti del gruppo (erano sette, ma Alla Torre di San Zenone si è preso un anno sabbatico per motivi familiari e quest’anno non figura in rassegna) arrivano giovani chef molto titolati, provenienti da diversi paesi europei, per un necessario - quanto, da tempo, auspicato - confronto con le scuole di altri paesi. Sono gli chef dell’associazione Jeunes Restaurateur d’Europe, quelli che hanno sviluppato una particolare “maestrìa” nella cucina con i funghi. Ecco gli accostamenti: da Celeste di Venegazzù ospita (25-26 settembre) il francese David Gorrne (più preciasamente dalla Normandia); Barbesin di Castelfranco avrà come guest star la slovena Ana Ros il 5 ottobre; dall’Olanda arriva Armijn van Nierop per restare da Miron di Nervesa della Battaglia dal 10 al 14 ottobre; l’Hotel Terme a Vittorio Veneto si apre (il 15 ottobre) al talento del belga Giovanni Oosters. Josef Steffner, austriaco, sarà l’ospite di due ristoranti: l’Osteria Der Katzlmacher di Monaco di Baviera (lo “straniero” del gruppo) il 17-18, per poi approdare il 22-25-26 ottobre al ristorante da Gigetto di Miane. Un’operazione di confronto e scambio culturale che apre i confini del CocoFungo, preludio di altre iniziative che potrebbero “europeizzare” ancora di più la rassegna. E visto che i senior passano la mano agli junior, c’è un cambio generazionale anche alla guida dell’associazione. Monica Bortolini, figlia di Gigetto, è da quest’anno presidente del Gruppo CocoFungo-CocoRadicchio. Affiancata nella missione rinnovamento dal fratello Marco e da Mirco Barbesin, nonchè dai giovani Tonon e Miron, Monica guida il cambio di rotta con dinamicità e determinazione nel ricercare la migliore qualità della materia prima, da cui tutto comincia per “rilanciare” una cucina che, in alcuni, casi aveva mostrato la corda nelle ultime edizioni.«Funghi di primissima qualità - assicura la giovane Bortolini - Prediligiamo il porcino delle nostre zone, ma per i numeri che facciamo non se ne trovano a sufficenza. Per i profumi che vogliamo nei nostri piatti sceglieremo i funghi raccolti nelle zone di montagna tra i 300 - 500 metri di altitudine, quelli che crescono nei boschi di latifoglie. Ci avvaliamo di consorzi di raccoglitori che garantiscono un prodotto fresco tutti i giorni, proveniente dalle nostre zone, dal Cadore, anche se un po’ al di sopra delle altitudini che desideriamo e anche dall’estero, Polonia e Slovenia che stanno lavorando molto bene. Per quanto riguarda il Montello, purtroppo i cercatori sono pochissimi, non organizzati e quanto raccolto se lo tengono per loro». Come lo chef segue la barca del giorno per il menu di mare, i ristoratori del CocoFungo selezioneranno di volta in volta la materia prima in base a prezzo, qualità e freschezza. In menu piatti con funghi primaverili (prugnole, morchelle), finferli, ovuli e porcini. E visto che la rassegna si chiude il 26 ottobre, arriveranno in tavola anche i funghi più tardivi, barboni e chiodini. L’altro segno del cambiamento è l’ampia operazione di web marketing, comunicazione nei social network, nuovo sito internet e magazine, curata dall’agenzia OL3, per avvicinare i giovani alla scoperta di una ristorazione forse ora vista troppo lontana. Cambio della guardia anche tra i partner storici: new entry i distillati di Roberto Castagner, che saranno degustati nel cocktail di benvenuto e nel pre-dessert.
Cristiana Sparvoli
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