Razzìa nella casa della mamma morta

Un furto? «Sì, ma soprattutto un oltraggio a mia figlia Barbara».
Nel tardo pomeriggio di mercoledì, i ladri hanno rubato al civico 26 di via I Maggio. Non è una casa qualunque: è quella dove abitava Barbara De Luca, la figlia del sindaco Giacomo De Luca, morta nel 2006 all’età di 38 anni per un tumore. Barbara ha lasciato il marito Roberto Dal Mas, la figlia Eleonora, il figlio Riccardo.
Dopo il raid, in queste ore il sindaco con la moglie non si dà pace. Hanno sofferto molto, i due genitori, per la prematura scomparsa della figlia e quella casa hanno voluto conservarla per la nipote Eleonora, studentessa universitaria in Inghilterra. Il resto della famiglia, infatti, abita a Vittorio Veneto.
«No, un dispetto del genere non lo dovevano fare. Potevano venire in casa nostra a rubare. Oggi (ieri, ndr) compio 66 anni e questo lo considero il giorno più nero della mia vita».
I ladri sono penetrati nella casa chiusa, accanendosi soprattutto nella camera che era stata di Barbara, mettendo tutto a soqquadro. La moglie del sindaco è stata ieri in quelle stanze per cercare di capire che cosa è stato sottratto. E lo ha fatto tra le lacrime, rivivendo i tanti ricordi sua figlia.
«La casa si trova a mezzo chilometro dalla nostra abitazione – chiarisce il sindaco – Ogni giorno ci passo davanti per dare un’occhiata per verificare se tutto è in ordine».
Mercoledì sera non l’ha fatto, perché occupato in altri impegni. L’ha fatto, invece, ieri mattina, quando ha scoperto lo scempio. In caserma dei carabinieri, dove ha denunciato il fatto, De Luca ha saputo anche del furto a casa Marin.
«Eravamo abituati ad essere sicuri. Episodi del genere non li ricordiamo, pensavamo di essere immuni dalla microcriminalità – si sfoga il sindaco – Invece dovremmo trincerarci in casa». Gli amici della famiglia De Luca si sono stretti ai due genitori. Provato anche il genero, avvertito al telefono di quanto è accaduto perché fuori Vittorio Veneto.
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