«Parolelettriche, Novalisi e Paolo Vivan fanno centro

Successo dello spettacolo che ha debuttato in «casa» all'auditorium di Meduna
BAND. Il trio è formato dai fratelli Lisotto e da Michele Catto
BAND. Il trio è formato dai fratelli Lisotto e da Michele Catto
 Forse mai nessuno a Meduna di Livenza è riuscito a riempire la sala auditorium di palazzo Loredan, come è accaduto sabato sera per la prima messinscena di «Parolelettriche», spettacolo teatrale ideato e musicato dai Novalisi. La giovane rock band medunese, composta da Michele Catto e dai fratelli Davide ed Enrico Lisotto, con allattivo l'album «enne» ha intrattenuto un pubblico di oltre cento persone, per ben novanta minuti senza pause, alternando lunghi silenzi a parole e musica rock e strappando infine scroscianti applausi.  A Paolo Vivan, scrittore medunese emergente, è toccato il ruolo di narratore guida, molto utile al pubblico per seguire il filo di una storia difficile. Infatti è la storia di una ragazza che soffre di disturbi psichici e crede di essere una ragazza madre; si inventa un figlio, lo vede, lo accudisce e si comporta come fosse vero, vivendo le difficoltà di questo ruolo come fossero reali e diventando, infine, metafora di un profondo disagio sociale.  Rimane sullo sfondo di questa storia, e nelle musiche che l'accompagnano, una immagine buia e feroce della società, che sembra essere fatta apposta per essere letta dalla generazione a cui appartengono i poco più che ventenni «Novalisi», ma che ha riscosso il plauso anche dei meno giovani. Il messaggio finale - «A cosa serve piangere se fuori piove e ti bagni la faccia» - è positivo e carico di speranza, la speranza che nutrono i sognatori ma anche la speranza di chi è determinato a realizzare i sogni. Il terzetto rock si alterna con dimestichezza fra chitarre, basso, pianoforte, batteria, canto ed energica recitazione. La messinscena di «Parolelettriche» verrà ripetuta alla libreria Beccogiallo di Oderzo, venerdì 4 marzo, e verrà introdotta dalla lettura del racconto di Paolo Vivan «Il migliore dei mondi possibili».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso