Oderzo, no ai panevin «Ce lo chiede l’Ulss scelta di buonsenso»

Insieme alla sindaca Scardellato quasi tutti i Comuni della zona recepiscono le indicazioni delle autorità sanitarie
Niccolò Budoia

ODERZO

Tutto rinviato, di nuovo. Neanche quest’anno Oderzo, Motta e gran parte del territorio potranno riabbracciare la tradizione del panevin, proibita dalla maggior parte dei sindaci nel tentativo di tenersi il più possibile alla larga da assembramenti pericolosi, visto il forte ripresentarsi della pandemia. Oderzo ha deciso ieri di vietare i panevin frazionali e quelli privati, seguendo una richiesta presentata dall’Ulss 2 in seguito al pronunciamento, venerdì, dell’assemblea dei sindaci. Dopo lo stop dello scorso 5 gennaio, anche il prossimo non vedrà pire accendersi per capire se l’anno sarà buono o cattivo. «È una misura chiesta dall’Ulss 2, ma stavamo già prendendo in considerazione la possibilità di vietare i panevin frazionali. Avevamo annullato quello dell’Epifania sul Monticano, avevamo qualche dubbio per quelli fatti dai cittadini, che saranno vietati», le parole della sindaca opitergina Maria Scardellato. È sempre lei ad avvertire di come il contagio stia avanzando: «Dal report dell’Ulss è evidente come il contagio stia avanzando verso di noi: arriva dalla Marca nord occidentale e ci sta arrivando sempre più vicino», dice sottolineando la fragilità della situazione. Per questo la sindaca non ha avuto esitazioni nell’attuare la richiesta dell’Ulss arrivata ieri mattina con una lettera firmata dal direttore generale Francesco Benazzi e della presidente della conferenza dei sindaci Paola Roma, sua collega a Ponte di Piave.

La richiesta è stata accolta anche da moltialtri sindaci dell’Opitergino Mottense: hanno deciso per il divieto a Mansuè, Fontanelle, Salgareda, Portobuffolè, Meduna e Gorgo. Anche altri Comuni sono tentati dal divieto: Fontanelle deciderà giovedì, Cimadolmo domani, Ponte nei prossimi giorni e Ormelle la prossima settimana. Anche Motta non ha ancora deciso, ma è quasi certo che non si faranno: «Ci sono due problemi, quello delle pm10 e quello del virus. Ci sono delle indicazioni superiori: se gli altri Comuni decideranno di vietarli, noi faremo altrettanto», fa notare il vicesindaco di Motta Ercole Girotto. Diversa la posizione di Chiarano e San Polo. Se il sindaco sampolese Nicola Fantuzzi annuncia che da lui i panevin saranno permessi solo in forma privata (previa richiesta alla polizia locale), il suo collega Stefano De Pieri al momento non ha intenzione di vietarli: «Siamo in zona gialla, e in zona gialla è possibile farli. Non ho intenzione di vietarli, almeno per il momento. Deciderò il 4 gennaio, il giorno prima delle accensioni, e solo sulla base del colore della regione e della situazione epidemica», le sue parole. —



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