Sfratti in via Pisa a Treviso, l’Onu chiede di fermare gli sgomberi: coinvolte 12 famiglie con minori

Il Comitato delle Nazioni Unite (Cescr) chiede all'Italia di sospendere le procedure o garantire alloggi alternativi. Il caso riguarda tre palazzi di via Pisa. Decisivo il ricorso dell'associazione Caminantes

Il grattacielo di via Pisa
Il grattacielo di via Pisa

Il caso degli sfratti di via Pisa arriva fino alle Nazioni Unite. Il Comitato Onu sui diritti economici, sociali e culturali (Cescr) ha chiesto allo Stato italiano di sospendere le procedure di sfratto che coinvolgono una dozzina di famiglie con figli minorenni residenti in tre condomini della prima periferia di Treviso. In alternativa, dovranno essere individuate soluzioni abitative adeguate per i nuclei coinvolti.

La richiesta arriva dopo il ricorso presentato a settembre dall'associazione trevigiana Caminantes, da anni impegnata nella difesa delle famiglie alle prese con sfratti e difficoltà abitative. A rendere noto l'intervento dell'organismo delle Nazioni Unite sono stati gli stessi rappresentanti dell'associazione.

Il caso dei condomini di via Pisa

La vicenda si inserisce in una lunga serie di controversie immobiliari che da tempo interessano il quartiere di via Pisa, dove alcune decine di famiglie vivono in palazzi passati negli ultimi anni attraverso diversi fondi e società immobiliari.

Una situazione complessa, caratterizzata anche dalla presenza di società intermediarie titolari dei contratti di locazione, alcune delle quali sarebbero state protagoniste di condotte poco trasparenti, finite anche al centro di indagini giudiziarie.

Secondo quanto sostenuto dai ricorrenti, le famiglie destinatarie degli sfratti non sarebbero responsabili delle morosità contestate dai proprietari degli immobili ai soggetti che gestivano i contratti di affitto. Eppure proprio quelle morosità avrebbero portato all'avvio delle procedure di sfratto.

La richiesta delle Nazioni Unite

Il Comitato Onu ha quindi chiesto alle autorità italiane di fermare le procedure o, in alternativa, di garantire sistemazioni abitative idonee, tenendo conto della presenza di figli minorenni.

Il pronunciamento del Cescr non ha carattere vincolante e non determina automaticamente la sospensione degli sfratti. La richiesta è stata comunque trasmessa alle autorità competenti per l'esecuzione dei provvedimenti.

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