Ecco il decreto Morganella La Regione conferma il permesso di scavare

Firmato il 31 dicembre scorso, il via libera all’approfondimento dello scavo di ulteriori 17 metri tra Ponzano e Paese, è stato  notificato agli enti mercoledì
Federico Cipolla

PONZANO

Il decreto della Morganella, firmato in fretta e furia il 31 dicembre e poi rimasto nei cassetti per sette mesi, è stato notificato l’altro ieri, mercoledì, ai comuni di Ponzano e Paese. Per un dettaglio non è ancora in vigore, ma lo sarà non appena sarà ritirato anche dalle ditte autorizzate ad approfondire la cava “intercomunale” di via Morganella. Il documento prevede che possano scavare fino a meno 60 metri, una profondità record che è stata da subito osteggiata dai residenti e dai comitati ambientalisti.

Questione di giorni, dunque, al massimo di qualche settimana; ma la notifica del decreto sancisce nei fatti il via libera agli scavi nella cava tra Ponzano e Paese, che ne ospita appena il 15%. La Regione l’ha inviato ai comuni mercoledì pomeriggio, e nei contenuti non si discosta da quello circolato in questi mesi in via ufficiosa.

Al momento a ritardare concretamente gli ulteriori scavi è solo la burocrazia. La richiesta di autorizzazione è infatti firmata dalla Biasuzzi, che è anche l’azienda autorizzata dalla Regione a scavare alla Morganella. Solo che nel frattempo la proprietà è cambiata: la Biasuzzi ha venduto tutto alla Icg del Gruppo Grigolin. Affinché il permesso possa essere trasferito alla nuova proprietà mancano ancora alcuni passaggi burocratici, che, non ci sono grandi dubbi, verranno completati nelle prossime settimane. Anche perché con un altro atto Icg ha già fatto chiaramente intendere al Comune di Ponzano che non ha intenzione di farsi da parte. L’azienda ha infatti dato incarico allo studio Zambelli di difenderla dal ricorso al Capo dello Stato presentato da Ponzano contro il decreto della Regione, chiedendo – e ottenendo – il trasferimento del procedimento al Tribunale Amministrativo del Veneto. Una scelta che però apre anche la strada a un secondo grado di giudizio nel caso in cui Comune di Ponzano o Icg stessa non fossero soddisfatti della decisione dei giudici del Tar.

Ora la palla passa al sindaco Antonello Baseggio che, nonostante abbia presentato il ricorso, dovrà formalizzare la costituzione in giudizio. «Lo faremo di certo», assicura il primo cittadino di Ponzano. «Entro i primi giorni di settembre, non appena verranno reintegrate le risorse economiche per l’ulteriore incarico al legale del nostro ente, l’avvocato Antonio Sartori, ci costituiremo avanti al Tar del Veneto». Per quel momento probabilmente Icg avrà ritirato il decreto della Regione e potrà iniziare gli scavi alla Morganella.

Spariti – o quanto meno non rinvenuti – i materiali individuati nel 2015 dalla Provincia sul fondo della cava, per ambientalisti, anche per residenti e associazioni, l’unica speranza di fermare l’approfondimento della cava che si affaccia sulla Feltrina resta l’avvio di una battaglia legale. Non è detto però che il verdetto arrivi prima del via alla nuova attività.

Il decreto firmato da Nicola Dell’Acqua il 31 dicembre, nel suo ultimo giorno da direttore dell’area tutela e sviluppo del territorio prima di prendere servizio in Veneto Agricoltura, autorizza il prelievo di 4,5 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia dal sito estrattivo, che verrà approfondito dagli attuali 43 metri a 60. La Ict dovrà presentare una fideiussione da 2,7 milioni, e terminati gli scavi dovrà consegnare una cava completamente riqualificata. Saranno invece oggetto di trattativa i controlli ulteriori richiesti da Alto Trevigiano Servizi e anche dal Comune di Treviso per monitorare la salubrità della falda, visto che a valle della cava si trovano i pozzi che alimentano l’acquedotto del capoluogo. —



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