«Sostenibilità e certificazione ecco le nostre due grandi sfide»

La nuova presidente del Consorzio, Elvira Bortolomiol, detta le linee future “Chimica zero” e qualità ai primi posti della sua agenda. E presto un direttore
Francesco Dal Mas

PIEVE DI SOLIGO

Il nome? Resterà Prosecco. E quante bottiglie? Non oltre quota 92 milioni, al momento, perché bisogna insistere sulla valorizzazione, quindi sulla qualità. La riserva per la prossima vendemmia? Ci sarà, 135 quintali ad ettaro. Già nella prima riunione del cda, la prossima settimana, si tratterà del nuovo direttore. E lo statuto, al centro del contenzioso durato un anno? La presidente Elvira Bortolomiol, saggiamente, prende tempo. Il consorzio unico del Prosecco? Non è un tema all’ordine del giorno.

La grande sfida, invece, resta la sostenibilità, con la certificazione. Con questi presupposti, il nuovo vertice del Consorzio Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg si è presentato sotto i riflettori: Bortolomiol, appunto, e al suo fianco i vice, Cinzia Sommariva e Giuseppe Collatuzzo. Non sono state smentite le fibrillazioni dell’ultima ora, con la candidata alla presidenza che ha rimesso in gioco la sua disponibilità a fronte dei contrasti sulle vicepresidenze. Ieri, però, neppure un accenno di polemica, anzi i tre hanno confermato di voler marciare uniti per… colpire uniti: tutto ciò che ancora frena la valorizzazione sostenibile delle bollicine. «È un’emozione essere il presidente di tutti - ha commentato Bortolomiol, a scanso di equivoci- Per me è un grande onore essere stata eletta all’unanimità». Tra gli obiettivi, dopo la nomina di un direttore, si pone la necessità, anzi l’urgenza di «una strategia di marketing e comunicazione che valorizzi ancora di più il nostro prodotto ovvero il Prosecco», magari attraverso un coordinamento con gli altri consorzi. Conferma Sommariva, ex ribelle: «Lo spirito ora è quello di andare avanti uniti in un’ottica costruttiva e di trasparenza, lavorando in squadra per il bene della Denominazione, sempre guardando al futuro». «Abbiamo un passato formato da buone basi - spiega Collatuzzo - Un sedimento dal quale partire, innanzitutto la sostenibilità come punto cruciale: non la chiediamo noi ma la chiedono i cittadini e i consumatori».

Le pratiche virtuose sono, ad esempio, quelle che hanno portato al riconoscimento dell’Unesco che di fatto significa l’impegno per la sostenibilità, in concreto - un esempio fra i tanti - la “chimica zero” nella coltivazione dei vigneti. E su questo punto Elvira Bortolomiol è stata chiarissima: nessun ripensamento sul glifosate. Quanto alla pratica dell’unità, l’aggiornamento dello statuto resta in campo, ma essendo il tema divisivo, se ne parlerà eventualmente dopo aver concordato di risolvere altri problemi, più urgenti.

Alla sede del Consorzio, quindi a Villa Brandolini di Solighetto, sono arrivate numerose mail di incoraggiamento. L’assessore veneto Federico Caner, congratulandosi, ringrazia il presidente uscente Innocente Nardi per l’impegno profuso. Il presidente di Confagricoltura Treviso Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi si dichiara fiducioso: «Chiuso questo lungo periodo di incertezza, siamo certi che la nuova presidenza saprà perseguire, con l’ausilio di un direttore, figura fondamentale che speriamo venga nominata presto, gli obiettivi primari del sistema Prosecco, concentrandosi sull’ascolto delle imprese e di tutte le anime del Consorzio, per guidarlo con visione sui mercati internazionali». È lo stesso auspicio di Tommaso Razzolini, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. —



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