Centinaio e la crisi del Docg «Il 9 giugno si può risolvere»

CONEGLIANO
Il contenzioso sulla governance del Consorzio Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene? «Credo che il 9 giugno si possa chiudere. Alla fin fine è in ballo un voto».
Così Gian Marco Centinaio, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura che, prima a Vazzola e poi ha Conegliano ha partecipato ieri alla raccolta firme promossa dalla Lega Nord a tutela del Made in Italy, contro Nutriscore, vino senza alcol, carne e latte finti e farine di insetti con l’intento di sostenere i produttori locali del comparto agricolo. A Vazzola erano presenti, fra gli altri, l’europarlamentare Da Re, il senatore Vallardi, la consigliera regionale Brescacin.
Il 9 giugno, a Roma, si terrà il terzo incontro presso il Ministero delle Politiche Agricole per mettere d’accordo maggioranza e minoranza del Consorzio Docg. Semprechè tutti partecipino….
«Io spero che il 9 giugno si chiuda, anche perché noi abbiamo chiesto ad ognuna delle parti di lasciare sul campo qualcosa di proprio per poter lavorare per il territorio e per un Consorzio che io ritengo uno dei più importanti d’Italia, forse il più famoso per quanto riguarda il vino».
Lei segue da qualche tempo la vicenda. Le varie anime del Consorzio non riescono a mettersi d’accordo sulla rappresentanza. All’ultimo incontro da voi, a Roma, si è discusso di come rappresentare nel cda, che è di 15 componenti, i viticoltori delle cantine sociali…
«La cosa che continuo a dire è che non posso pensare che uno dei consorzi più famosi d’Italia litighi per dei posti. L’obiettivo che ho è che si chiuda e si riparta il più velocemente possibile perché quando si parla di contenuti, tutti erano d’accordo e se sui contenuti sei d’accordo e non sulle modalità di elezione, la parte elettorale deve trovare l’accordo».
Parliamo, sottosegretario, di un voto in più. Magari di 4 anziché 3 seggi per i viticoltori...
«Appunto. Ma decidono loro, io non ci voglio mettere becco. Ho detto soltanto che per me si deve trovare un accordo. Nel caso in cui non si trovasse, allora anche io, come Ministero, decido cosa si deve fare».
C’è ancora questo rischio? Si va al commissariamento?
«Secondo me no, perché un accordo lo troveranno, ne sono convinto. Li ho visti ben disposti e questo mi fa pensare che il mio compito finirà quando loro arriveranno a Roma dicendomi: sottosegretario, ci siamo»
E sarà il 9 giugno?
«Appunto, lo spero».
Con l’accordo si arriverà all’indizione delle elezioni. Chi sarà il presidente? «Su questo penso che sia giusto che i territori si auto-governino. Quando non sono in grado allora interviene lo Stato centrale».
La raccolta firme è anche per la tutela dei nostri vini. Il Prosecco o il Raboso annacquato proprio non lo volete?
«Lei lo vuole? Come senatori e deputati della Lega abbiamo proposto a Matteo Salvini di fare una raccolta firme a sostegno dei nostri produttori e a sostegno del made in Italy. Sulla questione vino io continuo a chiedermi: “Qual è stata la reazione dei produttori di champagne in Francia nel momento in cui gli è arrivata una notizia del genere?”. Penso la stessa reazione dei produttori del Prosecco e del Raboso e quindi totalmente contrari. Stessa cosa quando si va a parlare di carne sintetica, quando si dice che le proteine della zootecnia non vanno bene ma vanno bene quelle degli insetti, oppure quando si parla di latte e ci viene detto che non va bene quello delle mucche ma quello dei piselli. Io sono convinto che noi abbiamo una dieta e l’essere umano vive perché ha una dieta varia ed è giusto variarla, e la nostra ci permette di vivere più a lungo rispetto a tantissimi altri Stati civilizzati a livello mondiale».
Ma i produttori di Prosecco hanno qualcosa da temere dall’Europa dell’annacquamento?
«Se non fossimo intervenuti come sistema produttivo contro questa decisione dell’Ue, oggi ci saremmo trovati tutti obbligati ad avere il vino de-alcolizzato. Così penso che tutti noi insieme abbiamo fatto un bel lavoro perché abbiamo detto all’Europa che ci si doveva fermare». —
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