La lista ora è chiusa Gomierato all’attacco contro il Marcon-bis

«Fermiamo il declino di dieci anni di nulla leghista» Al suo fianco la battagliera Azzolin, ex col dente avvelenato 

/ Castelfranco

Riportare la città ai livelli di eccellenza di dieci anni fa, quando era al dodicesimo posto a livello nazionale per qualità della vita: è questo l’obiettivo della coalizione “Noi, la Civica” che sostiene la candidatura a sindaco di Maria Gomierato. Due le liste in campo, presentate ieri al completo, nella sede elettorale di corso 29 Aprile: quella che fa riferimento a Gomierato, con capolista Renato Tesser, e la compagine guidata da Grazia Azzolin, costruite mettendo insieme persone che per professionalità e per partecipazione alla vita delle frazioni e dei quartieri hanno assicurato il loro impegno per risalire la china.

«In dieci anni Castelfranco si è spenta, vogliamo riaccenderla – dichiara Maria Gomierato, già alla guida del Comune dal 2000 al 2010 – dal 12esimo posto di dieci anni fa siamo spariti dai radar. La città deve recuperare quell’orgoglio che le appartiene». E questo ricreando la collaborazione con gli altri centri della Castellana, anche «in un’ottica di unioni di comuni una modalità – continua Gomierato – che permette di fare squadra in un territorio strategico di centomila abitanti e avere più risorse a disposizione». «Nel 2010 – aggiunge Renato Tesser – la Lega ci aveva fatto vedere all’orizzonte una filiera politica che doveva essere un serbatoio di risorse. Con Marcon in dieci anni questo non si è verificato e non credo avverrà nei prossimi cinque. Alla fine ci lascia solo una rotatoria sulla Sr 53, pagata con i soldi del Comune».

Per Grazia Azzolin è stata fondamentale per questa avventura la condivisione di focus e di soluzioni, ma non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe circa la sua vicenda politica, che l’ha vista passare dalla maggioranza all’opposizione come indipendente: «Sono contenta del percorso fatto in questi cinque anni. Ho presentato più di trenta tra interrogazioni e mozioni che partivano dalle necessità espresse dai cittadini e dalle frazioni, non da posizioni personali. Non dimenticherò l’indifferenza dimostrata da questa amministrazione a proposte che avrebbero fatto la differenza. Nel 2015 ho dato un forte contributo per la realizzazione del percorso protetto dal quartiere Risorgimento al centro: una fatica incredibile, ma una grande soddisfazione. Mia anche l’idea di trasformare quello che era il parcheggio del Comune dietro al Teatro Accademico in una arena. In questi anni la città ha perso tutti i treni, compreso quello per Milano (il riferimento è alla soppressione del collegamento ferroviario diretto con il capoluogo lombardo, ndr)».

Con la sua squadra anche l’ex presidente della Pro loco, Roberto Pinto: «Si sperava che dopo la rifondazione di questa realtà le cose cambiassero: ma in tre anni e mezzo siamo riusciti a fare solo una manifestazione insieme al comune. Se in cinque anni di questa amministrazione ben due Pro loco sono state dimissionarie, una domanda è doveroso farsela». —



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